Smile Anno 2015: rinnovo dei poteri del Cantone Ticino. MontagnaViva sarà presente per una politica più amica della Montagna, delle periferie e delle marginalità.

10’227 persone hanno votato l’idea di MontagnaViva nell’autunno 2011, oltre il 9 % delle elettrici e degli elettori ticinesi! I temi affrontati dal nostro movimento sono sentiti dalla gente e sono condivisi.

Le nostre recenti iniziative nello spirito di MontagnaViva:

  • la Casa editrice “la Genziana” con la pubblicazione del Volume con la ristampa commentata del romanzo di Giuseppe Zoppi “dove nascono i fiumi”. Oltre 1000 copie vendute. Potete ordinarlo a Edizioni la Genziana, cas. post. 24, CH-6690 Cavergno o a montagnaviva@bluewin.ch. Per gli amici di MontagnaViva sempre a fr. 30 la copia (prezzo ufficiale fr. 38.-/EU 30);
  • Da giugno 2012 inizio progetto pilota per la mobilità lenta e sostenibile nelle Valli alpine con il motto: vivi la Valle Maggia da protagonista con i veicoli elettrici. Sede a Bignasco, creati alcuni posti di lavoro stagionali, con punto informativo turistico (oltre 1000 passaggi nel 2012 e oltre 1600 nel 2013) e di documentazione, chiosco e principalmente noleggio di biciclette elettriche in collaborazione con Rent a Bike e auto elettriche di ultima generazione in collaborazione con AET e Garage Ricca di Cadenazzo. Vedi www.infopointvm.ch e abbonati alla Newsletter periodica. Altre zone di montagna si stanno interessando al progetto che è perfettamente implementabile in altre regioni. A Pasqua 2014 si parte con la terza stagione. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Lavizzara, dalla Legge sul turismo, dall’Ente di sviluppo regionale del Locarnese e Vallemaggia, dal Progetto di Parco Nazionale.

Rinnovo dei poteri comunali dell’aprile 2012 un timido inizio. Difficile far capire alla nostra gente quanto è necessario cambiare qualcosa, andare contro la statica e deprimente tradizione che non permette il cambiamento: crederci! agire!

Bisogna invertire la tendenza che nonostante le apparenze  e i luoghi comuni vede la montagna sempre più in difficoltà.

Surprised MontagnaViva dall’aprile 2012 è presente nei Comuni di BLENIO (Cons. comunale: Denis Vanbianchi, Marcello Monighetti e Diego Devittori), MAGGIA, con UDC ex agrari (Cons. comunale: Simone Franceschini e Ermes Agostini), CEVIO (Cons. comunale: Germano Mattei).

GRAZIE a tutti coloro che condividono e credono al messaggio di MontagnaViva: il cammino non è facile ne agevole, il passaparola è determinante.

MontagnaViva continua la sua attività di promozione e di sensibilizzazione alla tematica “nuova piattaforma Montagna” e vi dà appuntamento agli eventi 2014 che saranno debitamente comunicati. In molti hanno già iniziato la campagna elettorale per le elezioni 2015, noi non ci stressiamo e stiamo un po’ alla finestra.

Avete idee, proposte, volete prendere iniziative concrete nello spirito di MontagnaViva? Scrivete a montagnaviva@bluewin.ch o inviate uno scritto a MontagnaViva, casella postale 24, CH-6690 Cavergno. Ogni contributo è BENVENUTO!

Grazie del vostro interesse e collaborazione con un montanaro abbraccio.

Rinnovo poteri cantonali 2015: MontagnaViva, ci saremo!

Da mesi persone singole e rappresentanti dei media mi chiedono se MontagnaViva sarà presente sulla scena politica cantonale nel prossimo appuntamento elettorale. Il tutto si è intensificato negli ultimi tempi e alcune persone, con deputati in carica, si sono spontaneamente messe a disposizione per formare le liste. Si tratta di persone che conosco e conosciamo, ma anche di diversi simpatizzanti che non conosco, almeno personalmente. So chi sono dal lato pubblico o sociale, ma non molto di più. Queste manifestazioni spontanee avvengono in Ticino e nei giorni scorsi in incontri anche fuori Cantone. Questa simpatia e condivisione del nostro ideale per una montagna diversamente attiva e viva mi fanno anche piacere, ma mi il tutto nel contempo mi mette anche in difficoltà, specialmente quando questi contatti avvengono in pubblico. Sono mesi che ci penso e con alcuni di Voi ne ho già parlato o almeno accennato.  Sempre più mi convinco che una risposta di continuità la dobbiamo agli oltre diecimila concittadine e concittadini, di cui molti giovani, che ci hanno dato un segno tangibile di fiducia e speranza quattro anni or sono. Devo e dobbiamo considerato questa realtà di condivisione, che fu nella sua ampiezza una grande sorpresa nel 2011. Sono pur convinto che non si deve uscire sulla scena pubblica troppo presto. Sicuramente non si deve arrivare all’ultimo momento come nel 2011, ma tuttavia non si deve avere troppa fretta. La campagna elettorale, anche se affrontata con un certo relax e senza alcuna aspettativa concreta al di là dell’ideale, è assai faticosa e snervante, quindi è inutile e controproducente indaffarrarsi con troppo anticipo.

Prima di prendere iniziative concrete ho voluto sentire l’opinione dei capolista delle liste 2011, sentire cosa ne pensano i compagni di lista per le Nazionali, i cofirmatari delle liste e i diversi simpatizzanti (contattati coloro cui ho l’indirizzo e-mail).
Diversi degli interpellati appoggiano la presenza di MontagnaViva alle elezioni 2015.
Con la presente ho il piacere di confermare che MontagnaViva si presenterà con una sua lista al rinnovo dei poteri cantonali dell’aprile 2015, con un a lista per il Consiglio di Stato e una per il Gran Consiglio.
Chi desidera essere candidato o firmatario delle liste si annunci a montagnaviva@bluewin.ch.
Anche l’indicazione di nomi di persone che possono essere contattate è importante.
Attendo con interesse il vostro messaggio.
Per il momento gradite cordiali saluti.
Con amicizia.
Germano Mattei, coordinatore del Movimento di MontagnaVia.
Hanno parlato di MontagnaViva:
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Fine settimane di settembre e votazioni

Come MontagnaViva non mi sono mai espresso su votazioni federali o cantonali.

Ritengo che ogni cittadina e cittadino, ogni simpatizzante della montagna, ha una sua idea specifica e autonoma da rispettare. Per noi che promoviamo una diversa politica per la montagna e il suo futuro importante e che si parli e si discuta su questa tematica. Per esempio siamo contro i grandi predatori che contribuiscono a far fuggire ulteriormente a tener lontano l’uomo dalla montagna e ne distrugge la sua primordiale economia. Questa volta faccio un’eccezione. Nel pieno rispetto di ogni altra opinione dico come la penso sulle votazioni del fine settimana.

SÌ alla partecipazione a expo 2015 del Ticino: non chiudiamoci in un guscio d’uovo apriamoci all’incontro del Mondo. Infine è ciò che avverrà a due passi da casa nostra: l’incontro di culture, di economie, di eventi, di eccellenze provenienti da tutto il Mondo. Milano, l’Italia centrano poco e non lasciamoci infatuare da reticenze emozionali, anche se alcune assai giustificate. Sono un granello di sabbia nel contesto generale.

SÌ alla cassa malati unica. Anche se non cambierà molto è necessario dare una scossa al settore che ha bisogno di essere ripensato dalle fondamenta. Basta con i ladri cassamalatari, vediamo la storia dei premi che dovrebbero vincere ogni reticenza.

SÌ alla riduzione degli allievi per classe. Non vi saranno costi maggiori se completiamo le classi e sezioni periferiche con allievi delle zone urbane. Una rivendicazione dell’ultima campagna elettorale. Basta chiudere sezioni di valle e di montagna e obbligare gli allievi dei nostri villaggi ad andare verso i centri. Obblighiamo gli abitanti dei centri a spostarsi verso la periferia, che offre tantissimo anche in qualità di vita e di paesaggio e di natura. Si crea vita, allegria, allegri schiamazzi nei nostri villaggi e nel contempo nuove opportunità ed anche economia, di cui abbiamo tanto bisogno. Il tutto a costi contenutissimi.

SÌ ad un’imposta IVA unica per la ristorazione; è una questione di giustizia.

Come da tempo avviene ho paura che il risultato delle urne sarà l’esatto contrario di quanto penso. Un altro segno che la nostra perifericità è una forza di pensiero assai isolata.

Ma innanzi tutto, pensatela e agite come meglio credete, ma andate a votare! Questa è la forza della democrazia e dei nostri diritti.

 

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Revisione Concetto Lupo e Lince Svizzera

 

La Confederazione ha messo in consultazione sino al 5 settembre la “Revisione del concetto Lupo e Lince.

MontagnaViva ha collaborato in questi mesi con diverse Organizzazioni che si occupano della problematica e ha inviato all’Ufficio federale preposto le sue osservazioni contenute nel testo che segue. Altre informazioni ai siti specifici della Confederazione e delle Organizzazioni citate nella lettera.

Per ulteriori info sul tema Lupo:

http://www.news.admin.ch/NSBSubscriber/message/attachments/35142.pdf

https://www.google.ch/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=concetto%20lupo

https://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&msg-id=53199

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Signora Caroline Nienhuis

Ufficio federale dell’ambiente UFAM  / Divisione specie, ecosistemi, paesaggi

Sezione Fauna selvatica e biodiversità forestale  / 3003 Bern

Gentili Signore, egregi Signori,

siamo un movimento politico trasversale creatosi all’inizio dell’anno 2011, con lo scopo di far discutere e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle problematiche attinenti alla montagna, alla sua difesa e rilancio, perseguendo il concetto che „valli abbandonate e inselvatichite non possono essere uno scenario accettabile“.

In questo contesto la problematica attinente la recente novità della presenza di feroci grandi pedatori carnivori (lupo, lince e orso) nella situazione delle nostre Valli e regioni alpine ci ha coinvolto profondamente, portandoci a seguire la problematica. Svolgiamo quest’attività in collaborazione con le Organizzazioni che si interessano delle problematiche attinenti a garantire la continuazione della vita attiva nella regione alpina e delle Valli in genere. In questi ultimi anni abbiamo seguito da vicino il preoccupante sviluppo della problematica a livello locale, cantonale, federale e intercantonale.

Costatiamo che purtroppo la problematica è sfuggita di mano a coloro (politica-pubblica amministrazione) che dovevano e devono occuparsi della tutela della vita e dell’essenziale e insostituibile presenza dell’uomo nelle zone alpine. La mancata giusta attenzione all’inizio degli anni 2000 agli allarmi lanciati per mezzo di interventi parlamentari dall’allora Consigliere agli Stati grigionese on. Theo Maissen ci porta oggi a una situazione allarmante e di serio pericolo per la continuazione della vita agricola e alpestre nell’arco alpino Svizzero e non solo. Oramai la problematica, specialmente quella attinente al lupo, non concerne più solo l’arco alpino, ma sta facendo capolino anche nelle pianure e vicino alle zone urbane densamente popolate. Quello che oggi si sta proponendo, oltre che essere tardivo, sembra essere un esercizio di cosmetica e di applicazione del cosiddetto “cerottino”. Non solo gli abitanti delle Regioni di montagna sono preoccupati ma s’intravvede l’aumento dell’apprensione nella popolazione a livello nazionale.

Considerata questa situazione, degenerata specialmente negli ultimi anni, la nuova “Strategia Lupo e Lince Svizzera 2014” ha suscitato sgomento e preoccupazioni nel mondo alpino. Si potrebbe parlare anche d’irritazione giacché quanto ci è stato sottoposto per le osservazioni, sembra studiato a proposito per complicare la situazione anziché cercare di aiutare a risolverla.

È chiaro che attualmente nelle regioni urbane, ove risiede la maggioranza della popolazione, è più facile avere simpatia e condivisione verso problematiche che sono lontane dagli interessi giornalieri della popolazione.

Per questo abbiamo ritenuto opportuno esprimere alcune brevi considerazioni a questa consultazione.

È acquisito che il grande abbandono delle aree alpine ha creato spazi liberi che sembrano adatti alla ricolonizzazione dei grandi predatori, belve generalmente debellate da oltre un secolo.

Per la continuazione della vita attiva nelle nostre regioni di montagna e nelle Valli alpine – specialmente quelle più discote e fragili – si deve garantire con tutti i mezzi e misure possibili la permanenza dell’uomo e l’esercizio delle sue attività primarie, quali il primario e il turismo in particolare. Tutto questo è oggi messo in pericolo dall’avvento di questi grandi predatori alogeni e, in parte, importati scientemente. Preoccupazione desta la possibilità che alcuni lupi non siano geneticamente puri, ma il risultato di una nefasta ibridazione!

Di fronte a questa inaudita sfida si deve scegliere l’uomo rispetto a ogni altra nuova presenza di specie pericolose e alogene, che intimoriscono e che stanno creando e creeranno nuove emigrazioni di persone e famiglie con l’abbandono dei villaggi e delle aere alpine. Questo fenomeno di abbandono umano ha poi grandissime conseguenze sul degrado ambientale e nello sviluppo di fenomeni territoriali nefasti e indesiderati, quali smottamenti di terreni, frane, deterioramento di strade e sentieri, eccessivo inselvatichimento, ecc. Fenomeni che creano altissimi costi a livello di interventi di rispristino dei danni causati dagli eventi naturali che ne conseguono. Il tutti crea poi grandi pericoli e susseguenti danneggiamenti anche nelle pianure sottostanti.

Non parliamo poi della scomparsa della produzione degli apprezzati prodotti “nostrani” indigeni a „km 0“ legate al primario (agricoltura – allevamento – alpeggio, ecc.).

Per evitare questo nuovo e definitivo esodo dalla regione alpina dobbiamo in linea di principio assicurare e chiedere la tolleranza zero verso queste feroci belve chiamate „grandi predatori”. Non necessariamente devono essere uccise, si possono anche allontanare verso regioni adatte alla loro sopravvivenza e che offrono spazi sterminati per la loro sopravvivenza. Sicuramente le Alpi non sono un territorio che le può accogliere.

Non esprimiamo osservazioni particolari sui testi della consultazione, altri l’hanno già fatto con conoscenza delle realtà locali e della materia in modo molto circostanziato e appropriato.  Condividiamo, siamo in perfetta sintonia e sottoscriviamo senza alcuna remora le considerazioni e osservazioni delle altre organizzazioni quali l’Unione Svizzera dei Contadini – USC, il Gruppo Svizzero per le Regioni di Montagna – SAB, la Federazione Svizzera d’Allevamento Ovino – FSAO, la Federazione Svizzera d’Allevamento Caprino – FSAC, la Società Svizzera di Economia Alpestre – SAV, l’Associazione Svizzera contro i Grandi predatori e a livello cantonale quelle dell’Unione dei Contadini ticinese – UTC e della Consorzio allevamento ovicaprino della Vallemaggia. Con diverse di queste organizzazioni abbiamo lavorato in stretto contatto in questi ultimi mesi.

 In concreto e con urgenza chiediamo che la presente revisione sia sospesa e rivista, in modo che la proposta-progetto sia ripensata, ridiscussa, semplificata, che sia comprensiva anche della nuova emergenza della realtà „orso“. Il tutto sarà poi da valutare tenendo conto dei dibatti in corso nelle Camere federali, a seguito di numerosi atti parlamentarti presentati in questi ultimi tempi.

In questo periodo interlocutorio e di monitoraggio di una situazione che sta degenerando, chiediamo che l’abbattimento, o allontanamento forzato di queste belve d’ogni genere, sia ammesso dopo lo sbranamento di cinque capi di bestiame. Nel contempo dovrebbe esserne ammessa la caccia di lupi, orsi e linci nei periodi preposti.

Concludiamo riaffermando con fermezza che la tutela della presenza dell’attività dell’uomo nelle Valli alpine è primordiale e va tutelata con ogni mezzo, realtà imprescindibile che deve essere garantita dallo Stato.

Auspichiamo che le diverse osservazioni siano recepite con la dovuta sensibilità e possano generare in tempi brevi un nuovo approccio della problematica a sostegno della vita e dell’economia delle Regioni di Montagna.

Ringraziamo dell’attenzione, restiamo a disposizione per ogni delucidazione e collaborazione necessaria e inviamo cordiali saluti.

In fede Arch. Germano Mattei, fondatore e coordinatore del Movimento di MontagnaViva.

Cavergno, 4 settembre 2014

“Valli abbandonate e inselvatichite non possono essere uno scenario accettabile”

 

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In memoria dell’on. Remo Croce da Quinto

Remo Croce, onore a un grand’uomo delle nostre Valli. Anche la Valle Maggia lo saluta. Un esempio di gentiluomo e di pugnace vallerano. Lo conobbi oltre trent’anni or sono in seno alla Comunità del san Gottardo (un’idea del compianto Calimero Danzi) e all’Associazione Svizzera per la Montagna ASM (fusasi nel 1988 con il SAB). Mi rimase subito impressa la sua giovialità, la determinazione, la sua giacca marrone e il foulard a la “parigina. Conservo una sua significativa lettera di alcuni anni or sono, scrittura lucida e con preziosi consigli. Con pochi intimi lo abbiamo salutato sabato 23 agosto a Bellinzona con una significativa omelia di Fra Edy Rossi e un accorato ricordo di Franco Celio. R.I.P. Con il Signore delle Cime di Bepi de Marzi.
Germano Mattei

In ricordo: È MORTO REMO CROCE

A pochi giorni dal suo 98.mo compleanno, è deceduto negli scorsi giorni alla Casa per anziani Pra’ verde di Prato Leventina (ma la notizia è stata data solo a funerali avvenuti). l’ex sindaco di Quinto Remo Croce. Il defunto aveva rivestito questa carica per più di trent’anni, dal 1953 all’84, dando un forte impulso allo sviluppo del suo Comune. Al riguardo sono da ricordare in particolare la realizzazione del centro scolastico di Ambrì e l’istituzione della Clinica dentaria comunale, nonché la sistemazione del cimitero di Quinto e la conclusione positiva delle rivendicazioni comunali nei confronti dei Militari e delle Strade Nazionali. 

Anche dopo il ritiro dal Municipio, Remo Croce aveva continuato ad occuparsi della cosa pubblica, in particolare come presidente per una decina d’anni delll’Associazione dei comuni di Leventina e come membro di comitato della Lega dei comuni rurali e dell’Alleanza patriziale ticinese (di cui è stato a lungo vicepresidente)

L’attività pubblica di Remo Croce – buralista postale di professione – aveva del resto spaziato parecchio oltre i confini comunali anche in precedenza. Deputato liberale al Gran Consiglio negli anni ’60 e ’70, per oltre vent’anni aveva pure presieduto la Società ticinese di economia alpestre. Pugnace rappresentante degli interessi delle valli e del ceto agricolo, Remo Croce sarà ricordato per la grande passione che ha sempre messo nell’assolvimento dei suoi vari compiti.

Nella foto (G. Giulini) Remo Croce il giorno del suo 90 ° compleanno, il 13 agosto 2006, quando fu ricevuto dal Municipio di allora

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Nicola Petrini, Segretario Comune di Quinto

Via Quinto 19

6777 Quinto

Tel. 091 873 80 00

Fax 091 873 80 09

segretario@tiquinto.ch

tiquinto.ch     ritom.ch     pmap.ch

 

 

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GIUGNO: No del Ticino a Expo 2015 di Milano: mi vergogno e reagisco! 28 SETTEMBRE: votiamo SÌ alla nostra presenza al balcone sul mondo!

Nel Giugno 1015 scrivevo da Shanghai: Expo 2015, che figure! Mi vergogno di essere ticinese. Per fortuna sono un Valaschign. CH piange x noi e ride di noi; Milano non capisce: reagire bisogna! Propongo che l’iniziativa privata si sostituisca allo Stato. Il Ticino non può stare a guardare un’evento di portata mondiale che si svolge alle nostre porte. Mi faccio promotore della raccolta di fondi, ma un povero e periferico vallerano non può far molto se agisce solo e soletto. Ho bisogno di persone, enti, associazioni, istituzioni che mi appoggino, collaborino e sostengano in concreto. Annunciate il vostro appoggio e quanto vorreste dare in “soldoni” a montagnaviva@bluewin.ch. Reagiamo al Ticino che si arriccia su stesso in mano ad alcuni estremisti che si sentono possenti perché sostenuti da 12’000 firme di pura reazione di paura verso non so che! Facciamo vedere che altri almeno 12’000 ticinesi la pensano diversamente e agiscono diversamente in difesa e promozione della nostra dignità di ticinesi e della nostra italianità, bene inalienabile! Vi aspetto e fate passaparola, fate passare questo messaggio, titolo dell’azione: salviamo la faccia del Ticino. Germano Mattei, promotore del movimento trasversale di MontagnaViva.  (www.montagnaviva.info).

6 settembre 2015 scrivo dalla Valle di Peccia invitandovi a votare SÌ il 28 settembre:

Wink … GRAZIE a tutte e a tutti coloro che mi hanno scritto criticandomi, ma anche incoraggiando l’azione di reazione, anche dicendosi pronti a dare quel che potevano per garantire la presenza del Ticino a Expo 2015. Peccato ancora una volta la maggioranza della nostra stampa scritta e parlata d’informazione ci hanno snobbati, e non preoccupatevi continua a farlo! Siamo abituati a svolgere per questa gente il ruolo del “scemo del villaggio”. Il C.d.S. si è anche mosso dopo il nostro appello, uscendo dal limbo del Casino che aveva creato in precedenza, importanti promesse di contributo sono giunte da importanti “privati”. Ora il 28 settembre si vota: MontagnaViva v’invita a esprimere il SÌ. Non per andare in Italia a Milano, ma per incontrare a Milano il Mondo. Per dire che a pochi chilometri ci siamo anche noi con la nostra realtà, con i nostri servizi, con i nostri paesaggi da subalpini ad alpini. Sapete che il Ghiacciaio del Basodino è quello più vicino all’urbana guglia della Madonnina? Sfruttiamo queste opportunità uniche e irripetibili.

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Pasqua 2014: riapre a Bignasco l’Infopoint Valmaggia bici e auto elettriche

Smile Tra poche settimane a Pasqua riapre l’Infopoint Valmaggia bici elettriche di nuovissima generazione (e-auto dal 1 giugno), informazioni e chiosco. NUOVO il servizio ai PESCATORI con la ripresa del Negozio la CAMOLA di Plinio Dadò. La Camola ritorna alla sua sede originaria! Altre info seguono. Sempre attivi 24 su 24 ore (e ben apprezzati devo dire: GRAZIE UTENZA) i distributori automatici di bibite e snack. Arrivederci e vedete www.infopointvm.ch. Vi aspettiamo!…21-22 giugno grande evento cantonale con le auto elettriche con AET e Garage Ricca: PRENOTATE la DATA!

 

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In ricordo di Arturo Demartini da Brontallo e del Dott. Michele Tomamichel da Bosco Gurin.

Addio Arturo, amico carissimo; con un ricordo di un altro amico scomparso il Dott. Michele Tomamichel da Bosco Gurin.

Lunedì 17 marzo ricorrenza di San Patrizio, patrono d’Irlanda l’isola del “verde speranza”, scendendo verso Lugano per il commiato dall’amico Dott. Michele Tomamichel, sono passato dalle bianche coltri dell’alta valle e visto via via il rinascere della natura, il crescere dell’erba e il delicato fiorire degli alberi ho pensavo al ciclo della vita, agli amici che ho salutato in questi ultimi tempi, alla necessità che allo scoramento vinca sempre la speranza, la costanza e l’esempio di San Patrizio.

Commovente il semplice addio a Michele al famedio di Lugano, parole misurate e toccanti del Vescovo emerito Mons. Grampa, dei suoi collaboratori, della compagna del defunto. Abbiamo salutato un ben degno valmaggese e gurinese, tanto schivo e modesto, quanto capace d’infondere fiducia con il suo solare sorriso; ha meritato le sincere parole venute dal cuore di coloro che le hanno pronunciate, il bagno di folla, il timido applauso che gli sono stati tributati.

Appena terminata la cerimonia di commiato, mi giunge un telefono dalla mia Valle che mi annuncia il decesso di Arturo Demartini da Brontallo. Non è possibile mi dico, nel ritorno volevo passare a trovarlo alla Carità di Locarno, sono sbigottito, disorientato, mi devo sedere, non capisco! Mi era stato detto che si era sentito male a Leukerbad, la località termale vallesana cui da anni soleva passare alcuni giorni di ristoro, poi trasportato in Ticino d’urgenza e che era stato dimesso dalle cure intense domenica poiché stava meglio e ora il nulla, la fine! Scorre davanti agli occhi il film di oltre quarant’anni di conoscenza e di collaborazione in vari ambiti.

Rivivo l’ultimo incontro di qualche settimana or sono al Ristorante Turisti di Bignasco per una riunione del Gruppo di lavoro dei Patriziati di Lavizzara, intenti all’organizzazione dell’Assemblea dell’ALPA di maggio. A sorpresa Arturo ci offre un generoso assaggio della sua squisita salumeria casereccia, una leccornia in cui era maestro e di cui era fiero. Né seguì una lunga discussione sul futuro dei nostri Patriziati, sul loro ruolo attuale e futuro. Con il senno di poi presagio del commiato. Sicuramente anche nel futuro Arturo seguirà la nostra attività dal mondo dei più.

Arturo, uomo di paese, profondamente incastonato a Brontallo e uomo di Valle, personaggio pubblico, artigiano e imprenditore, vicino al vivere sociale: Sindaco, Presidente del Patriziato, Segretario per antonomasia della Società tiratori di Lavizzara, valente tiratore e cacciatore, Membro della Commissione forestale dell’Afor dei Patriziati di Valmaggia, fiero macellaio sulle orme degli antenati e della genuina tradizione, valentissimo muratore, impresario costruttore e imprenditore. Sicuramente ho dimenticato qualche altra sua importante e rilevante attività, il tutto sempre vissuto con intelligente dedizione e passione. Un uomo schietto, diretto, talvolta scostante, ma sempre sincero, belligerante quanto era giusto esserlo e quando era necessario, uomo che amava anche sorprendere, professionista di rara capacità quale imprenditore e di abilità manuale e tecnica impareggiabile. Voleva essere burbero ma infine era un buono, un esempio di generosità. È stato un vero vallerano di stampo antico che a suo modo sapeva adattarsi alla modernità di questo mondo degli anni duemila.

Ancora studente rimasi stupito – non ho mai visto di meglio in oltre quarant’anni di attività nell’edilizia – della sua abilità e velocità, unitamente al suo collega Giorgio Pedroni, nell’eseguire murature in mattoni BKS e nell’intonacare le superfici dei muri. Sembrava di vedere lo scorrere di un film da cartone animato, degli automi velocissimi anziché comuni muratori. Poi seguirono le numerose collaborazioni con la sua rinomata Ditta nella riattazione di rustici e in altre costruzioni. Prezioso e competente compagno con i suoi pratici consigli che hanno permesso di realizzare opere che sono un piacere guardare e fruire anche a distanza di anni.

La sua abilità eccelleva nella competenza quale costruttore di tetti in piode. Fu un punto di riferimento quale docente dei Corsi per adulti per la riparazione dei tetti in piode, organizzati dalla fine degli anni settanta dall’Associazione artigiani di Vallemaggia. Questi corsi ebbero tale successo da essere ripetuti più volte. Mi disse che ero il miglior teorico dei tetti in piode, ma il maestro esecutore era lui: il tetto della Chiesa di Brontallo, del rustico – negozio del Centro dell’Artigianato di Cevio restano tangibili ricordi di queste utili esperienze.

Uomo vivace e deciso, ma anche paziente nella mediazione e nella contrattazione. Arguto nel dire e nel commentare, impareggiabile. Che esempio ci hai lasciato nel non prendertela per questo quest’altro motivo e questo non voleva dire “passare per l’acqua bassa”. Nella funzione di Segretario della Società tiratori di Lavizzara ricordo le animatissime discussioni con il suo amico inseparabile il Presidente Oliviero Patocchi, purtroppo pure precocemente mancato qualche anno or sono. Mi dicevo: questi due non si parleranno più! Invece il giorno dopo tutto era come prima. Valaschit, diceva e poi giù in una comune risata, senza patemi d’animo, sempre con il motto “continuare e avanti”: che esempio, che scuola! Organizzatore estroso, preciso e impegnato ha estrosamente concepito centinaia di tiri di ogni tipo allo Stand di Sornico, curato la riattazione della Piazza di tiro e l’insonorizzazione dello Stand stesso. Tuttavia il fiore all’occhiello era la ricercata e seguita Tombola della “mazza nostrana”, manifestazione che curava in ogni particolare, in particolare producendo in proprio gli eccellenti prodotti nostrani necessari. Quest’attività era il suo orgoglio, così come la produzione dei cicit di capra, con le relative gare di assaggio.

Uomo pubblico dalle iniziative talvolta anche un po’ “sopra le righe”, come nel caso dell’autista indisciplinato che si trovò l’auto alzata sopra ad un muro. Dopo l’ennesimo appello aveva preso il sollevatore e l’auto fu posteggiata in ordine e in alto!

Lo ricordo quale influente Membro della Commissione forestale dell’Afor vallerana, confrontata a metà degli anni novanta nella difficile situazione cui si era trovata dopo la repentina scomparsa del Presidente Piezzi. Un momento difficilissimo risolto brillantemente anche grazie al suo impegno, ai suoi preziosi e competenti consigli di valente imprenditore.

Ma infine mancherà alla sua amata Val Serenello, ove passava con la famiglia e parenti le vacanze dell’edilizia eretta a dimora nei periodi di caccia. La visita al Corte di Fondo era sempre una festa. Per Serenello stravedeva era il suo mondo, il territorio esclusivo e personale. Ne sa qualcosa il borioso Commissario della Polizia che dovette abbandonare la Valle con la coda tra le gambe!

Di Arturo Demartini si potrebbe dire ancora molto, sicuramente uomo buono e generoso che mancherà alla sua famiglia, a Brontallo, alla Valle. Un uomo che non si potrà dimenticare, che non dimenticheremo: riposa in pace Arturo, sicuramente troverai in cielo amici per tante partite a scopa, svago che particolarmente apprezzavi.

Alla moglie Elda, alla figlia Ivana, ai figli Nicola e Marzio, alla sorella Cecilia e ai fratelli Carlo e Paolo, ai familiari tutti un abbraccio di condivisione, coraggio e di sincero cordoglio.

Germano Mattei / Cavergno, 18 marzo 2014

 

 

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Nuovo Giurato cantonale al Tribunale penale cantonale su proposta di MontagnaViva.

Nella seduta del 10 marzo il GranConsiglio (vedi anche edizione 11 marzo a pag. 3 del  Giornale del Popolo) ha nominato un nuovo Giurato cantonale al Tribunale penale cantonale nella persona del signor Eros Biadici di Someo, che subentra a Moreno Bonetti di Maggia. Quest’ultimi sono stati designati su proposta del Movimento di MontagnaViva. MontagnaViva ringrazia il giovane valmaggese Moreno Bonetti per la sua disponibilità e per l’attività svolta quale Giurato cantonale e gli augura successo e soddisfazioni nell’ambito della sua nuova funzione professionale quale dipendente dello Stato. A Eros Biadici, conosciuto e apprezzato falegname con fabbrica in proprio a Cevio, inviamo gli auguri di soddisfazioni nella nuova funzione pubblica. Eros Biadici affianca nella funzione Alda Fogliani. Buon lavoro ai rappresentanti delle nostre montagne!

http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/rapportivari/pdf/R-UP-18022014-assessore.pdf

 

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Accesso alla Valle di Peccia, la fine del tempo dei “se” e dei “ma”, la politica deve ora agire e dare risposte veloci.

Comunicato stampa e Lettera aperta.

Accesso alla Valle di Peccia, la fine del tempo dei “se” e dei “ma”, la politica deve ora agire e dare risposte veloci.

Vi è aria di scoramento e di sfinimento in Valle di Peccia dopo l’ennesima valanga che è scesa sabato pomeriggio verso le ore 15 in zona Galleria Bavorca (“Bavorchia” in dialetto locale), ostruendo l’acceso alla Valle sino a notte inoltrata. In Valle si festeggiava il Carnevale, rinviato il sabato precedente sempre a causa di una forte nevicata e del pericolo appunto di caduta della valanga. Una valanga enorme, l’ennesima dall’inizio dell’anno, che invece di deviare verso il fondo Valle si gettata sulla cantonale a monte dell’imbocco del piccolo tunnel esistente, ostruendo la strada cantonale per oltre una ventina di metri. La RSI e i media elettronici hanno messo in onda foto impressionanti. Sin ora è un miracolo che non vi siano stati incidenti con coinvolte auto e persone: sabato da un attimo erano transitate sul posto alcune auto con famiglie a bordo!

In Valle di Peccia sabato sono rimaste bloccate per ore diverse decine di persone, mamme papà, bambini, sciatori che erano saliti verso la magnifica zona di sci escursionismo di Serodano e del Poncione di Braga. Questo nulla di grave, il male minore risoltosi poi verso le venti. Da una parte ancor più persone si sono rese conto della situazione cui si trova confrontata da anni la popolazione locale che conta ancora più di vento persone, tra cui diverse giovani famiglie. In Valle vi è ancora aperto tutto l’anno un ottimo Ristorante Monaci a San Carlo e i collaboratori dello Sci club Pizzo Castello hanno egregiamente accudito e rifocillato gli “esiliati” in questo ritrovo pubblico e presso la Buvette della sciovia della Capellina della Madonna della Neve. Un sincero ringraziamento a tutte queste persone per aver contribuito a creare un clima di distesa amicizia, di aver lasciato aperto la sciovia e le piste illuminate sino a notte per la gioia e lo svago dei numerosi bambini e adolescenti presenti. Inoltre grazie anche a coloro, che mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno sgomberato l’importante e compatta massa di neve frammista a piante, in un pericoloso e faticoso lavoro – infatti, nel corso dello sgombero è ridiscesa una valanghetta – in modo da riaprire una breccia di una ventina di metri sino all’imbocco dell’esistente galleria e quindi di permettere la discesa a Valle delle persone coinvolte nel loro probabile più lungo carnevale della vita.

In Valle di Peccia è da sempre che si è confrontati con la valanga della Bavorca. Una foto del 1947, presentata recentemente in una trasmissione della RSI condotta da Eugenio Jelmini, ritraeva la vettura della Posta, con il mitico Clementino Vedova, che usciva dalla galleria scavata appositamente nella massa di neve, altri tempi!. Il tutto folclorico, simpatico, romantico, ma in loco situazione che sta creando disagio e malumore: alcuni stanno anche pensando di lasciare la Valle. Solo pochi anni or sono nella galleria era rimasto bloccato il bussino con i bambini della scuola! Forse San Carlo, il protettore della Valle, sin ora ha guardato “giù” alfine di garantire che non succedesse nulla di grave! Ma avrà anche Lui una pazienza residua, sino a quando? Ma la gente avrà pure pazienza e non abbandonerà infine questa bella Valle di montagna e di rilevanza economica quasi sconosciuta: pensiamo solo all’industria della pietra ollare in auge sino a inizio novecento! In questo contesto ha creato molto malumore e irritazione la sortita di un importante politico che recentemente ha detto che per una nuova galleria si devono valutare i “costi – benefici”. Povere nostre montagne così poco conosciute nelle loro realtà socio-economiche da troppi addetti ai lavori, non parliamo di  coloro che ci dovrebbero governare.

Come detto il tempo dei “se” e dei “ma” è terminato e necessitano risposte valide e veloci per la sostituzione del vecchio tunnel mono corsia con un nuovo tunnel a doppia corsia e prolungato a monte e a valle dell’attuale infrastruttura. Se ne parla oramai da decenni e i progetti sono pronti, che si aspetta ora? Quante pianificazioni cantonali avrebbero già dovuto prevedere quest’opera?

Non è solo un’esigenza per la sicurezza dell’accesso da e per la Valle di Peccia dell’oltre centinaio di abitanti delle Frazioni di Cortignelli, San Carlo, Piano e San Antonio al Cort. In Valle di Peccia vi è una delle importanti centrali idroelettriche dell’OFIMA SA, con le relative infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica verso la Svizzera interna e verso l’Italia. Ma non solo, l’OFIMA possiede la galleria di sette chilometri che congiunge Piano di Peccia con la Valle Bavona. Durante i periodi invernali, con pure la Valle Bavona chiusa per valanghe, ma pure in altri periodi stagionali per alluvioni, questo tunnel è regolarmente utilizzato dalle numerose maestranze della Ditta per raggiungere i posti di lavoro nelle Centrali a San Carlo Val Bavona e a Robiei.

Inciso, come si vede una galleria di sette chilometri tra le nostre due pur suggestive vallate e nello stesso tempo non si riesce a convincere la politica, i politici, che è necessario costruire il tunnel detto “del Sassello” di nemmeno quattro chilometri tra Valle Maggia e l’alta Val Leventina (nemmeno la lunghezza della Galleria della Mappo Morettina!!), inciso chiuso.

Inoltre in Valle di Peccia è attualmente ancora attiva l’unica cava di marmo bianco della Svizzera. La chiusura per mesi della corsia esterna non coperta della Bavorca, che si prolungherà per settimane e settimane (anche perché il tempo delle nevicate e delle valanghe non è ancora finito: aprile 1986 “remember”!) impedisce il trasporto dei blocchi di marmo a valle. Inoltre, non si può dimenticare che da quel luogo transitano i bambini e i ragazzi che scendono al mattino e risalgono alla sera dopo aver passata la giornata alla Scuola materna ed elementare di Sornico e alle Medie di Cevio. Vi sono poi pendolari che scendono verso la Valmaggia, Locarno, Bellinzona per raggiungere i posti di lavoro. Non da dimenticare le due importanti aziende agricole esistenti in valle. Nelle scorse settimane, ma ve ne sarà ancora necessità nei giorni prossimi, degli elicotteri Super Puma dell’esercito, grazie anche a loro, sono intervenuti per trasportare il foraggio necessario al bestiame. In valle vi sono poi anche altre attività economiche collegate al turismo, quali ristoranti, alla capanna Poncione di Braga. Numerosi sono i turisti ticinesi, confederati e che giungono dall’Italia per frequentare con Pelli di foca e racchette-ciaspole la rinomata zona di Serodano e del Poncione di Braga (circa tremila metri).

Ecco spiegata l’importanza di questa Valle che sembra marginale. La necessità di avere un accesso sicuro e duraturo a questa piccola e magari sconosciuto lembo di Ticino e di Svizzera, ma nello stesso tempo molto importante, come ogni altra nostra vallata alpina, per quanto ospita e offre in popolazione e in attività economiche, d’importante utilità pubblica.

Quindi alcuni milioni di investimento per dare sicurezza e fiducia di vita nel continuare un’esistenza sono un nulla e non vi devono essere né “se” né “ma” e nemmeno affermazioni fuori luogo di valutare “costi e benefici”. Solo l’assicurare la sicurezza e la continuazione della presenza umana in una Valle alpina è un beneficio immenso, incommensurabile.

Sono nato in questa valle, vi ritorno volentieri e sovente. Mi auguro che questa volta sia non solo “l’Anno della Valanga” di Giovanni Orelli o del “Flagello bianco nel Ticino” di Don Fiorentino Galliciotti, ma che sia bensì l’anno cui si trova una soluzione definitiva all’accesso sicuro e duraturo alla Valle di Peccia: una delle Valli del nostro bel Ticino, importante per il suo vissuto, per il suo essere, quanto perno di una pur micro economia, essenziale per il futuro.

Germano Mattei / San Carlo di Peccia, il 10 marzo 2014.  

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In bell’articolo dell’on. Giorgio Pellanda Deputato al GC e Sindaco del Comune aggregato delle Centovalli.

Cliccate sul link e potrete leggere un bell’articolo pubblicato sul Giornale del Popolo dal titolo “Nei paesini ci vogliono ragazzi che…spaccano le lampadine nelle vie!”, il tutto completamente in sintonia con i principi che hanno fatto nascere e che reggono MontagnaViva:

http://www.gdp.ch/e-gdp/pagina-pdf.php?pagina=2013-11-18_26_age

Complimenti Giorgio!

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