Smile Buon cammino nell’anno 2014 per una politica più amica della Montagna, delle periferie e delle marginalità.

10’227 persone hanno votato l’idea di MontagnaViva nell’autunno 2011, oltre il 9 % delle elettrici e degli elettori ticinesi! I temi affrontati dal nostro movimento sono sentiti dalla gente e sono condivisi.

Le nostre recenti iniziative nello spirito di MontagnaViva:

  • la Casa editrice “la Genziana” con la pubblicazione del Volume con la ristampa commentata del romanzo di Giuseppe Zoppi “dove nascono i fiumi”. Oltre 1000 copie vendute. Potete ordinarlo a Edizioni la Genziana, cas. post. 24, CH-6690 Cavergno o a montagnaviva@bluewin.ch. Per gli amici di MontagnaViva sempre a fr. 30 la copia (prezzo ufficiale fr. 38.-/EU 30);
  • Da giugno 2012 inizio progetto pilota per la mobilità lenta e sostenibile nelle Valli alpine con il motto: vivi la Valle Maggia da protagonista con i veicoli elettrici. Sede a Bignasco, creati alcuni posti di lavoro stagionali, con punto informativo turistico (oltre 1000 passaggi nel 2012 e oltre 1600 nel 2013) e di documentazione, chiosco e principalmente noleggio di biciclette elettriche in collaborazione con Rent a Bike e auto elettriche di ultima generazione in collaborazione con AET e Garage Ricca di Cadenazzo. Vedi www.infopointvm.ch e abbonati alla Newsletter periodica. Altre zone di montagna si stanno interessando al progetto che è perfettamente implementabile in altre regioni. A Pasqua 2014 si parte con la terza stagione. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Lavizzara, dalla Legge sul turismo, dall’Ente di sviluppo regionale del Locarnese e Vallemaggia, dal Progetto di Parco Nazionale.

Rinnovo dei poteri comunali dell’aprile 2012 un timido inizio. Difficile far capire alla nostra gente quanto è necessario cambiare qualcosa, andare contro la statica e deprimente tradizione che non permette il cambiamento: crederci! agire!

Bisogna invertire la tendenza che nonostante le apparenze  e i luoghi comuni vede la montagna sempre più in difficoltà.

Surprised MontagnaViva dall’aprile 2012 è presente nei Comuni di BLENIO (Cons. comunale: Denis Vanbianchi, Marcello Monighetti e Diego Devittori), MAGGIA, con UDC ex agrari (Cons. comunale: Simone Franceschini e Ermes Agostini), CEVIO (Cons. comunale: Germano Mattei).

GRAZIE a tutti coloro che condividono e credono al messaggio di MontagnaViva: il cammino non è facile ne agevole, il passaparola è determinante.

MontagnaViva continua la sua attività di promozione e di sensibilizzazione alla tematica “nuova piattaforma Montagna” e vi dà appuntamento agli eventi 2014 che saranno debitamente comunicati. In molti hanno già iniziato la campagna elettorale per le elezioni 2015, noi non ci stressiamo e stiamo un po’ alla finestra.

Avete idee, proposte, volete prendere iniziative concrete nello spirito di MontagnaViva? Scrivete a montagnaviva@bluewin.ch o inviate uno scritto a MontagnaViva, casella postale 24, CH-6690 Cavergno. Ogni contributo è BENVENUTO!

Grazie del vostro interesse e collaborazione con un montanaro abbraccio.

No del Ticino a Expo 2015 di Milano: mi vergogno e reagisco!

Expo 2015, che figure! Mi vergogno di essere ticinese. Per fortuna sono un Valaschign. CH piange x noi e ride di noi; Milano non capisce: reagire bisogna! Propongo che l’iniziativa privata si sostituisca allo Stato. Il Ticino non può stare a guardare un’evento di portata mondiale che si svolge alle nostre porte. Mi faccio promotore della raccolta di fondi, ma un povero e periferico vallerano non può far molto se agisce solo e soletto. Ho bisogno di persone, enti, associazioni, istituzioni che mi appoggino, collaborino e sostengano in concreto. Annunciate il vostro appoggio e quanto vorreste dare in “soldoni” a montagnaviva@bluewin.ch. Reagiamo al Ticino che si arriccia su stesso in mano ad alcuni estremisti che si sentono possenti perché sostenuti da 12’000 firme di pura reazione di paura verso non so che! Facciamo vedere che altri almeno 12’000 ticinesi la pensano diversamente e agiscono diversamente in difesa e promozione della nostra dignità di ticinesi e della nostra italianità, bene inalienabile! Vi aspetto e fate passaparola, fate passare questo messaggio, titolo dell’azione: salviamo la faccia del Ticino. Germano Mattei, promotore del movimento trasversale di MontagnaViva.  (www.montagnaviva.info).

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Pasqua 2014: riapre a Bignasco l’Infopoint Valmaggia bici e auto elettriche

Smile Tra poche settimane a Pasqua riapre l’Infopoint Valmaggia bici elettriche di nuovissima generazione (e-auto dal 1 giugno), informazioni e chiosco. NUOVO il servizio ai PESCATORI con la ripresa del Negozio la CAMOLA di Plinio Dadò. La Camola ritorna alla sua sede originaria! Altre info seguono. Sempre attivi 24 su 24 ore (e ben apprezzati devo dire: GRAZIE UTENZA) i distributori automatici di bibite e snack. Arrivederci e vedete www.infopointvm.ch. Vi aspettiamo!…21-22 giugno grande evento cantonale con le auto elettriche con AET e Garage Ricca: PRENOTATE la DATA!

 

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In ricordo di Arturo Demartini da Brontallo e del Dott. Michele Tomamichel da Bosco Gurin.

Addio Arturo, amico carissimo; con un ricordo di un altro amico scomparso il Dott. Michele Tomamichel da Bosco Gurin.

Lunedì 17 marzo ricorrenza di San Patrizio, patrono d’Irlanda l’isola del “verde speranza”, scendendo verso Lugano per il commiato dall’amico Dott. Michele Tomamichel, sono passato dalle bianche coltri dell’alta valle e visto via via il rinascere della natura, il crescere dell’erba e il delicato fiorire degli alberi ho pensavo al ciclo della vita, agli amici che ho salutato in questi ultimi tempi, alla necessità che allo scoramento vinca sempre la speranza, la costanza e l’esempio di San Patrizio.

Commovente il semplice addio a Michele al famedio di Lugano, parole misurate e toccanti del Vescovo emerito Mons. Grampa, dei suoi collaboratori, della compagna del defunto. Abbiamo salutato un ben degno valmaggese e gurinese, tanto schivo e modesto, quanto capace d’infondere fiducia con il suo solare sorriso; ha meritato le sincere parole venute dal cuore di coloro che le hanno pronunciate, il bagno di folla, il timido applauso che gli sono stati tributati.

Appena terminata la cerimonia di commiato, mi giunge un telefono dalla mia Valle che mi annuncia il decesso di Arturo Demartini da Brontallo. Non è possibile mi dico, nel ritorno volevo passare a trovarlo alla Carità di Locarno, sono sbigottito, disorientato, mi devo sedere, non capisco! Mi era stato detto che si era sentito male a Leukerbad, la località termale vallesana cui da anni soleva passare alcuni giorni di ristoro, poi trasportato in Ticino d’urgenza e che era stato dimesso dalle cure intense domenica poiché stava meglio e ora il nulla, la fine! Scorre davanti agli occhi il film di oltre quarant’anni di conoscenza e di collaborazione in vari ambiti.

Rivivo l’ultimo incontro di qualche settimana or sono al Ristorante Turisti di Bignasco per una riunione del Gruppo di lavoro dei Patriziati di Lavizzara, intenti all’organizzazione dell’Assemblea dell’ALPA di maggio. A sorpresa Arturo ci offre un generoso assaggio della sua squisita salumeria casereccia, una leccornia in cui era maestro e di cui era fiero. Né seguì una lunga discussione sul futuro dei nostri Patriziati, sul loro ruolo attuale e futuro. Con il senno di poi presagio del commiato. Sicuramente anche nel futuro Arturo seguirà la nostra attività dal mondo dei più.

Arturo, uomo di paese, profondamente incastonato a Brontallo e uomo di Valle, personaggio pubblico, artigiano e imprenditore, vicino al vivere sociale: Sindaco, Presidente del Patriziato, Segretario per antonomasia della Società tiratori di Lavizzara, valente tiratore e cacciatore, Membro della Commissione forestale dell’Afor dei Patriziati di Valmaggia, fiero macellaio sulle orme degli antenati e della genuina tradizione, valentissimo muratore, impresario costruttore e imprenditore. Sicuramente ho dimenticato qualche altra sua importante e rilevante attività, il tutto sempre vissuto con intelligente dedizione e passione. Un uomo schietto, diretto, talvolta scostante, ma sempre sincero, belligerante quanto era giusto esserlo e quando era necessario, uomo che amava anche sorprendere, professionista di rara capacità quale imprenditore e di abilità manuale e tecnica impareggiabile. Voleva essere burbero ma infine era un buono, un esempio di generosità. È stato un vero vallerano di stampo antico che a suo modo sapeva adattarsi alla modernità di questo mondo degli anni duemila.

Ancora studente rimasi stupito – non ho mai visto di meglio in oltre quarant’anni di attività nell’edilizia – della sua abilità e velocità, unitamente al suo collega Giorgio Pedroni, nell’eseguire murature in mattoni BKS e nell’intonacare le superfici dei muri. Sembrava di vedere lo scorrere di un film da cartone animato, degli automi velocissimi anziché comuni muratori. Poi seguirono le numerose collaborazioni con la sua rinomata Ditta nella riattazione di rustici e in altre costruzioni. Prezioso e competente compagno con i suoi pratici consigli che hanno permesso di realizzare opere che sono un piacere guardare e fruire anche a distanza di anni.

La sua abilità eccelleva nella competenza quale costruttore di tetti in piode. Fu un punto di riferimento quale docente dei Corsi per adulti per la riparazione dei tetti in piode, organizzati dalla fine degli anni settanta dall’Associazione artigiani di Vallemaggia. Questi corsi ebbero tale successo da essere ripetuti più volte. Mi disse che ero il miglior teorico dei tetti in piode, ma il maestro esecutore era lui: il tetto della Chiesa di Brontallo, del rustico – negozio del Centro dell’Artigianato di Cevio restano tangibili ricordi di queste utili esperienze.

Uomo vivace e deciso, ma anche paziente nella mediazione e nella contrattazione. Arguto nel dire e nel commentare, impareggiabile. Che esempio ci hai lasciato nel non prendertela per questo quest’altro motivo e questo non voleva dire “passare per l’acqua bassa”. Nella funzione di Segretario della Società tiratori di Lavizzara ricordo le animatissime discussioni con il suo amico inseparabile il Presidente Oliviero Patocchi, purtroppo pure precocemente mancato qualche anno or sono. Mi dicevo: questi due non si parleranno più! Invece il giorno dopo tutto era come prima. Valaschit, diceva e poi giù in una comune risata, senza patemi d’animo, sempre con il motto “continuare e avanti”: che esempio, che scuola! Organizzatore estroso, preciso e impegnato ha estrosamente concepito centinaia di tiri di ogni tipo allo Stand di Sornico, curato la riattazione della Piazza di tiro e l’insonorizzazione dello Stand stesso. Tuttavia il fiore all’occhiello era la ricercata e seguita Tombola della “mazza nostrana”, manifestazione che curava in ogni particolare, in particolare producendo in proprio gli eccellenti prodotti nostrani necessari. Quest’attività era il suo orgoglio, così come la produzione dei cicit di capra, con le relative gare di assaggio.

Uomo pubblico dalle iniziative talvolta anche un po’ “sopra le righe”, come nel caso dell’autista indisciplinato che si trovò l’auto alzata sopra ad un muro. Dopo l’ennesimo appello aveva preso il sollevatore e l’auto fu posteggiata in ordine e in alto!

Lo ricordo quale influente Membro della Commissione forestale dell’Afor vallerana, confrontata a metà degli anni novanta nella difficile situazione cui si era trovata dopo la repentina scomparsa del Presidente Piezzi. Un momento difficilissimo risolto brillantemente anche grazie al suo impegno, ai suoi preziosi e competenti consigli di valente imprenditore.

Ma infine mancherà alla sua amata Val Serenello, ove passava con la famiglia e parenti le vacanze dell’edilizia eretta a dimora nei periodi di caccia. La visita al Corte di Fondo era sempre una festa. Per Serenello stravedeva era il suo mondo, il territorio esclusivo e personale. Ne sa qualcosa il borioso Commissario della Polizia che dovette abbandonare la Valle con la coda tra le gambe!

Di Arturo Demartini si potrebbe dire ancora molto, sicuramente uomo buono e generoso che mancherà alla sua famiglia, a Brontallo, alla Valle. Un uomo che non si potrà dimenticare, che non dimenticheremo: riposa in pace Arturo, sicuramente troverai in cielo amici per tante partite a scopa, svago che particolarmente apprezzavi.

Alla moglie Elda, alla figlia Ivana, ai figli Nicola e Marzio, alla sorella Cecilia e ai fratelli Carlo e Paolo, ai familiari tutti un abbraccio di condivisione, coraggio e di sincero cordoglio.

Germano Mattei / Cavergno, 18 marzo 2014

 

 

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Nuovo Giurato cantonale al Tribunale penale cantonale su proposta di MontagnaViva.

Nella seduta del 10 marzo il GranConsiglio (vedi anche edizione 11 marzo a pag. 3 del  Giornale del Popolo) ha nominato un nuovo Giurato cantonale al Tribunale penale cantonale nella persona del signor Eros Biadici di Someo, che subentra a Moreno Bonetti di Maggia. Quest’ultimi sono stati designati su proposta del Movimento di MontagnaViva. MontagnaViva ringrazia il giovane valmaggese Moreno Bonetti per la sua disponibilità e per l’attività svolta quale Giurato cantonale e gli augura successo e soddisfazioni nell’ambito della sua nuova funzione professionale quale dipendente dello Stato. A Eros Biadici, conosciuto e apprezzato falegname con fabbrica in proprio a Cevio, inviamo gli auguri di soddisfazioni nella nuova funzione pubblica. Eros Biadici affianca nella funzione Alda Fogliani. Buon lavoro ai rappresentanti delle nostre montagne!

http://www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/rapportivari/pdf/R-UP-18022014-assessore.pdf

 

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Accesso alla Valle di Peccia, la fine del tempo dei “se” e dei “ma”, la politica deve ora agire e dare risposte veloci.

Comunicato stampa e Lettera aperta.

Accesso alla Valle di Peccia, la fine del tempo dei “se” e dei “ma”, la politica deve ora agire e dare risposte veloci.

Vi è aria di scoramento e di sfinimento in Valle di Peccia dopo l’ennesima valanga che è scesa sabato pomeriggio verso le ore 15 in zona Galleria Bavorca (“Bavorchia” in dialetto locale), ostruendo l’acceso alla Valle sino a notte inoltrata. In Valle si festeggiava il Carnevale, rinviato il sabato precedente sempre a causa di una forte nevicata e del pericolo appunto di caduta della valanga. Una valanga enorme, l’ennesima dall’inizio dell’anno, che invece di deviare verso il fondo Valle si gettata sulla cantonale a monte dell’imbocco del piccolo tunnel esistente, ostruendo la strada cantonale per oltre una ventina di metri. La RSI e i media elettronici hanno messo in onda foto impressionanti. Sin ora è un miracolo che non vi siano stati incidenti con coinvolte auto e persone: sabato da un attimo erano transitate sul posto alcune auto con famiglie a bordo!

In Valle di Peccia sabato sono rimaste bloccate per ore diverse decine di persone, mamme papà, bambini, sciatori che erano saliti verso la magnifica zona di sci escursionismo di Serodano e del Poncione di Braga. Questo nulla di grave, il male minore risoltosi poi verso le venti. Da una parte ancor più persone si sono rese conto della situazione cui si trova confrontata da anni la popolazione locale che conta ancora più di vento persone, tra cui diverse giovani famiglie. In Valle vi è ancora aperto tutto l’anno un ottimo Ristorante Monaci a San Carlo e i collaboratori dello Sci club Pizzo Castello hanno egregiamente accudito e rifocillato gli “esiliati” in questo ritrovo pubblico e presso la Buvette della sciovia della Capellina della Madonna della Neve. Un sincero ringraziamento a tutte queste persone per aver contribuito a creare un clima di distesa amicizia, di aver lasciato aperto la sciovia e le piste illuminate sino a notte per la gioia e lo svago dei numerosi bambini e adolescenti presenti. Inoltre grazie anche a coloro, che mettendo a repentaglio la propria incolumità, hanno sgomberato l’importante e compatta massa di neve frammista a piante, in un pericoloso e faticoso lavoro – infatti, nel corso dello sgombero è ridiscesa una valanghetta – in modo da riaprire una breccia di una ventina di metri sino all’imbocco dell’esistente galleria e quindi di permettere la discesa a Valle delle persone coinvolte nel loro probabile più lungo carnevale della vita.

In Valle di Peccia è da sempre che si è confrontati con la valanga della Bavorca. Una foto del 1947, presentata recentemente in una trasmissione della RSI condotta da Eugenio Jelmini, ritraeva la vettura della Posta, con il mitico Clementino Vedova, che usciva dalla galleria scavata appositamente nella massa di neve, altri tempi!. Il tutto folclorico, simpatico, romantico, ma in loco situazione che sta creando disagio e malumore: alcuni stanno anche pensando di lasciare la Valle. Solo pochi anni or sono nella galleria era rimasto bloccato il bussino con i bambini della scuola! Forse San Carlo, il protettore della Valle, sin ora ha guardato “giù” alfine di garantire che non succedesse nulla di grave! Ma avrà anche Lui una pazienza residua, sino a quando? Ma la gente avrà pure pazienza e non abbandonerà infine questa bella Valle di montagna e di rilevanza economica quasi sconosciuta: pensiamo solo all’industria della pietra ollare in auge sino a inizio novecento! In questo contesto ha creato molto malumore e irritazione la sortita di un importante politico che recentemente ha detto che per una nuova galleria si devono valutare i “costi – benefici”. Povere nostre montagne così poco conosciute nelle loro realtà socio-economiche da troppi addetti ai lavori, non parliamo di  coloro che ci dovrebbero governare.

Come detto il tempo dei “se” e dei “ma” è terminato e necessitano risposte valide e veloci per la sostituzione del vecchio tunnel mono corsia con un nuovo tunnel a doppia corsia e prolungato a monte e a valle dell’attuale infrastruttura. Se ne parla oramai da decenni e i progetti sono pronti, che si aspetta ora? Quante pianificazioni cantonali avrebbero già dovuto prevedere quest’opera?

Non è solo un’esigenza per la sicurezza dell’accesso da e per la Valle di Peccia dell’oltre centinaio di abitanti delle Frazioni di Cortignelli, San Carlo, Piano e San Antonio al Cort. In Valle di Peccia vi è una delle importanti centrali idroelettriche dell’OFIMA SA, con le relative infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica verso la Svizzera interna e verso l’Italia. Ma non solo, l’OFIMA possiede la galleria di sette chilometri che congiunge Piano di Peccia con la Valle Bavona. Durante i periodi invernali, con pure la Valle Bavona chiusa per valanghe, ma pure in altri periodi stagionali per alluvioni, questo tunnel è regolarmente utilizzato dalle numerose maestranze della Ditta per raggiungere i posti di lavoro nelle Centrali a San Carlo Val Bavona e a Robiei.

Inciso, come si vede una galleria di sette chilometri tra le nostre due pur suggestive vallate e nello stesso tempo non si riesce a convincere la politica, i politici, che è necessario costruire il tunnel detto “del Sassello” di nemmeno quattro chilometri tra Valle Maggia e l’alta Val Leventina (nemmeno la lunghezza della Galleria della Mappo Morettina!!), inciso chiuso.

Inoltre in Valle di Peccia è attualmente ancora attiva l’unica cava di marmo bianco della Svizzera. La chiusura per mesi della corsia esterna non coperta della Bavorca, che si prolungherà per settimane e settimane (anche perché il tempo delle nevicate e delle valanghe non è ancora finito: aprile 1986 “remember”!) impedisce il trasporto dei blocchi di marmo a valle. Inoltre, non si può dimenticare che da quel luogo transitano i bambini e i ragazzi che scendono al mattino e risalgono alla sera dopo aver passata la giornata alla Scuola materna ed elementare di Sornico e alle Medie di Cevio. Vi sono poi pendolari che scendono verso la Valmaggia, Locarno, Bellinzona per raggiungere i posti di lavoro. Non da dimenticare le due importanti aziende agricole esistenti in valle. Nelle scorse settimane, ma ve ne sarà ancora necessità nei giorni prossimi, degli elicotteri Super Puma dell’esercito, grazie anche a loro, sono intervenuti per trasportare il foraggio necessario al bestiame. In valle vi sono poi anche altre attività economiche collegate al turismo, quali ristoranti, alla capanna Poncione di Braga. Numerosi sono i turisti ticinesi, confederati e che giungono dall’Italia per frequentare con Pelli di foca e racchette-ciaspole la rinomata zona di Serodano e del Poncione di Braga (circa tremila metri).

Ecco spiegata l’importanza di questa Valle che sembra marginale. La necessità di avere un accesso sicuro e duraturo a questa piccola e magari sconosciuto lembo di Ticino e di Svizzera, ma nello stesso tempo molto importante, come ogni altra nostra vallata alpina, per quanto ospita e offre in popolazione e in attività economiche, d’importante utilità pubblica.

Quindi alcuni milioni di investimento per dare sicurezza e fiducia di vita nel continuare un’esistenza sono un nulla e non vi devono essere né “se” né “ma” e nemmeno affermazioni fuori luogo di valutare “costi e benefici”. Solo l’assicurare la sicurezza e la continuazione della presenza umana in una Valle alpina è un beneficio immenso, incommensurabile.

Sono nato in questa valle, vi ritorno volentieri e sovente. Mi auguro che questa volta sia non solo “l’Anno della Valanga” di Giovanni Orelli o del “Flagello bianco nel Ticino” di Don Fiorentino Galliciotti, ma che sia bensì l’anno cui si trova una soluzione definitiva all’accesso sicuro e duraturo alla Valle di Peccia: una delle Valli del nostro bel Ticino, importante per il suo vissuto, per il suo essere, quanto perno di una pur micro economia, essenziale per il futuro.

Germano Mattei / San Carlo di Peccia, il 10 marzo 2014.  

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In bell’articolo dell’on. Giorgio Pellanda Deputato al GC e Sindaco del Comune aggregato delle Centovalli.

Cliccate sul link e potrete leggere un bell’articolo pubblicato sul Giornale del Popolo dal titolo “Nei paesini ci vogliono ragazzi che…spaccano le lampadine nelle vie!”, il tutto completamente in sintonia con i principi che hanno fatto nascere e che reggono MontagnaViva:

http://www.gdp.ch/e-gdp/pagina-pdf.php?pagina=2013-11-18_26_age

Complimenti Giorgio!

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Progetto di Legge federale sulle residenze secondarie: ATTENZIONE un nuovo imbroglio.

@valaschign: 23.X.2013: scade termine x inoltro osservazioni alla legge federale residenze secondarie (art. costituzionale Lex Weber). Il capestro delle zone di montagna! A causa di alcune zone ingorde stiamo mettendo in “brache di tela” l’economia di intere Regioni inermi. Reagite mandate all’ Ufficio federale per la pianificazione (ARE) le vostre osservazioni. Questa legge farà solo la felicità degli avvocati! Vostra www.montagnaviva.info. http://www.are.admin.ch/themen/raumplanung/00236/04094/index.html?lang=it&download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCEeXt8hGym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A–

http://www.are.admin.ch/themen/raumplanung/00236/04094/index.html?lang=it&download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1ah2oZn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCEeXt9fGym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A–

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Il settimanale AZIONE dedica un articolo all’utopia del collegamento Valle Maggia – Valle Leventina, il traforo del Sassello: un tunnel di soli 4 km per il futuro di queste nostre valli.

Stimati interlocutori e rappresentanti dei Media,

indipendentemente della vostra opinione in merito credo che parte del futuro delle nostre Valli di Maggia e di Leventina – specialmente le loro medie e alte valli e nel misterioso dopo AlpTransit – passi dal collegamento di pochi, veramente pochi chilometri, tra Mogno-Fusio e Quinto-Airolo. l’Iniziativa della Alpi ci induce a pensare ad un treno navetta, lievitazione magnetica? (come provato de viso in questi giorni con una 30.na di Svizzero italiani tra l’aeroporto di Pudong e Shanghai: 32 km in 8 minuti!). Tuttavia collegamento non stradale. Con grande lungimiranza il settimanale AZIONE ha pubblicato a pag. 3 del suo numero 39 del 23 settembre u.s. un bell’articolo che mi permetto sottoporvi in copia e per conoscenza.

Anche per tener vivo il necessario ed urgente dibattito sulla problematica confido nel vostro passaparola tra amici e contatti e attraverso i media.
Per MontagnaViva Valli abbandonate ed inselvatichite non possono essere uno scenario accettabile.
Grazie per l’attenzione.
Germano Mattei, coordinatore di MontagnaViva.
Link articolo di Azione:

http://epaper.azione.ch/ee/azion/_main_/2013/09/23/003/

 

 

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1.mo agosto 2013: la Consigliera federale on. Doris Leuthard ha visitato la Valle Lavizzara, le abbiamo mandato alcune riflessioni.

 

1.mo agosto 2013: la Consigliera federale on. Doris Leuthard ha visitato La Valle Lavizzara e l’alpeggio di Campo la Torba. Ha detto che le Valli e la loro gente sono importanti per la Svizzera. Sono fervorini che ci fanno piacere – ci ha confermato che ci siamo ancora! -, ma poi in concreto vi è poco seguito. Le abbiamo inviato una lettera aperta di riflessione che potete leggere cliccando il link che segue:

http://www.ch-ti.ch/index.php/lettere-degli-utenti/9957-lettera-aperta-di-germano-mattei-allon-consigliere-federale-doris-leuthard

Precedono alcune alcune foto sul tema primo agosto nella mia Valle di Peccia. Il primo d’agosto quest’anno è stato scippato dagli evocativi “falò”. Caro Governo, dopo una pioggia diluvio non crediamo che i ticinesi siano degli interdetti e mettano a repentaglio il loro territorio. Allora il mio falò l’ho fatto a modo mio e per gli amici via il mio caminetto di San Carlo, in miniatura. La mia nipotina Vanessa di due anni e mezzo mi ha detto che era bello anche così!

 

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TICINO, revisione Legge sul turismo e nuova organizzazione: sì, ma …

Embarassed OSSERVAZIONI alla procedura di revisione della Legge sul turismo del 30 novembre 1998 e nuova organizzazione turistica cantonale

Egregi Signori, a nome del Movimento MontagnaViva (in seguito MV) ho preso visione dei documenti che accompagnano la revisione dell’attuale Legge sul turismo e dell’organizzazione turistica cantonale Ringrazio coloro che hanno voluto comunicarmi le informazioni in merito a questo importante progetto di riorganizzazione del turismo cantonale.

Mi scuso se, per motivi di forza maggiore e di consultazione dei nostri aderenti, la presente presa di posizione è ritardata di alcuni giorni rispetto ai termini annunciati.

Considerati gli anni passati dall’attuale impostazione turistica cantonale (1970 e seguenti revisioni parziali) MV condivide l’azione dell’aggiornamento della legislazione e dell’organizzazione cantonale del turismo. In questo contesto è pure condiviso il principio delle “organizzazioni turistiche regionali (OTR)”. Purtroppo poi se si guarda la proposta concreta siamo scettici sugli indirizzi concreti proposti delle quattro OTR, che tiene unicamente conto di esigenze politiche, di forze finanziarie riconducibili alla legge dei “numeri” e che considera poco o nulla il ruolo e l’importanza del territorio e della sua estensione. Infatti, in un fazzoletto di Ticino, qual è il Sotto Ceneri, sono proposte due destinazioni, mentre in un’importantissima ed estesa fascia territoriale come quella del Sopra Ceneri (oltre l’80% del territorio cantonale) sono proposte altre due destinazioni, con inglobato in toto il Ticino montano, periferico e delle Valli: zone inglobate de facto nelle fasce urbane del bellinzonese e del locarnese.

È evidente che la revisione è dettata da forti pressioni locali esercitate degli Enti maggiori, che desiderano avere più potere e mezzi a scapito della destinazione Ticino: che senza ombra di dubbio riteniamo sia ancora la meta principale da preferire. Si ritorna in pratica un po’ al ruolo delle “Pro loco”, abbandonate nel 1970: pur in altra funzione e ruolo il nuovo che si ripiega nel passato! Si ritorna a tirare ognuno per se stessi, dato che il ruolo che si vuole dare all’organismo di coordinazione cantonale ATT è veramente marginale e insignificante, ostaggio di ben individuabili interessi degli attuali Enti maggiori: in pratica sarà un paravento degli appetiti locali e settoriali! Basta guardare i mezzi messi a disposizione. Si vende l’immagine Ticino a sudditanza di retrivi appetiti urbani. Siamo alle solite: la luganiga a noi (centri urbani ed economici) la pelle a voi (vallerani e montanari).

Il paravento dei “prodotti” è una cartina di tornasole: da sempre le proposte turistiche cantonali (ETT e ETL) sono contraddistinte da “prodotti” specifici e iniziative mirate, azioni che hanno avuto anche notevole successo. Pensiamo a “Ticino terra d’artisti”, allo sviluppo del settore “sentieri e dell’escursionismo”, alla “destinazione laghi insubrici”, al concetto “turismo di qualità”, tanto per esemplificare.

Altro elemento fondamentale per ogni politica e offerta turistica è lo stato di conservazione del territorio e il grado della sua attrattività. Una larghissima fascia di turisti sceglie le destinazioni ove si trova bene e a suo agio, ove il rapporto prezzo-offerta è allettante, ove è ben accolta e vi è cordialità. Inoltre, va principalmente e volentieri ove trova paesaggi naturali, antropici, culturali attrattivi e che sanno proporsi esclusivamente. Il “silenzio” e la “semplicità” sono pure fattori vincenti. Possiamo implementare qualsiasi organizzazione turistica, proporre e attuare il modello che vogliamo  – siano essi condivisi o meno -, ma se continuiamo a distruggere e non curare il bene primario, in gran parte irripetibile, insito nella natura e nel paesaggio tutto è destinato a perpetuare il continuo ed endemico declino turistico che oramai viviamo da anni.

Pure la politica di allontanare la popolazione dai centri di potere, dagli organi istituzionali non è un’azione condivisibile. La stessa contribuisce semplicemente a creare maggior distacco tra l’ufficialità delle Istituzioni e il territorio amato e vissuto. Uno dei pilastri del turismo, oltre che cultura, natura e paesaggio, sta appunto nella cordialità e nella condivisione (sopportazione!?) della gente locale, persone che poi vivono sulla pelle gli ospiti che vogliamo far venire quali nostri ospiti. Abbandonare la politica endogena, che è stata uno dei perni base delle politiche di sviluppo regionale del passato, sarà pagato a caro prezzo nel futuro.

Siamo realisti e vediamo che le attuali proposte in consultazione saranno infine adottate più o meno come proposte, giacché nel Cantone non vi sono più efficaci e sufficienti forze per la difesa dell’importanza della funzione del territorio, per la difesa delle prerogative degli interessi delle periferie e della loro importanza quale valore cantonale importante. Quindi non solo nella funzione e ruolo di belle immagini di riferimento, ma bensì quali aree abitate e condivise di attori di pari grado e funzione.

Se si guarda il sito web di Ticino turismo l’attuale proposta del nostro turismo del futuro anticipa già quanto propone il progetto in consultazione, ossia si parla già in concreto delle “quattro destinazioni” quali proposte operative. Anticipando de facto quel che il Gran Consiglio dovrà poi eventualmente adottare: i buoi sono oramai già fuori della stalla?

La stessa composizione del Gruppo tecnico che ha redatto le linee guida è esemplare per dimostrare quanto è tenuta in poca considerazione l’importante regione marginale del Ticino: infatti, su nove membri solo uno proviene degli attuali cinque Enti turistici delle Valli superiori del Ticino (oltre l’80% del territorio cantonale). Non parliamo dell’attuale C.d.A. di Ticino turismo, senza nessun rappresentante delle regioni montane e periferiche del Cantone. A una lettera di riflessione su questa problematica del 12 luglio 2012 inviata dal nostro Movimento politico, e sostenuta anche da Deputati al Gran Consiglio di altri partiti, il C.d.S. ha impiegato il tempo di una gravidanza (9 mesi) per dare una risposta. Missiva che in pratica è più un’arrampicata sui vetri che una presa di posizione seria e ragionata alla problematica.

Pur nello sconforto della costante azione politica che dà nessuna rilevanza e ruolo alle componenti sociali e del territorio montano e periferico – a queste nostre realtà sono destinate belle foto e immagini e non più credibili enunciazioni di principio  – MV crede utile l’esercizio proporre qualche riflessione in merito a questo progetto di revisione della politica e organizzazione turistica cantonale in consultazione.

 Risposta alle domande poste nella lettera del 10 maggio 2013 del Dipartimento.

 1.    Condividete i due principi generali della nuova organizzazione turistica?

Condividiamo che è giunto il momento di una riorganizzazione del turismo cantonale e delle strutture che lo supportano. In questo contesto MV non vede necessario cambiare il ruolo d’immagine trainante rappresentato dall’Ente ticinese del turismo, che può essere riformato partendo dalla collaudata base attuale. Una fumosa SA di paravento è da evitare. Ticino turismo dovrà essere il grande attore in vista del futuro che attende il Ticino, del dopo AlpTransit e nel  trovare la sua destinazione nella grande Stazione Ticino nel Piano di Magadino.  Come minimo in questa revisione il suo ruolo avrebbe dovuto essere rafforzato.

Condividiamo che gli attuali ET sono superati nella loro attuale concezione e organizzazione. Ma in pratica si rileva che quel che si vuol “fusionare” sono unicamente gli Enti periferici delle Valli sopracenerine del Ticino. Ad onor del vero altre aggregazioni vi sono state nel recente passato nel luganese e nel locarnese. Ma questa prima riorganizzazione turistica non ha poi impedito la discutibilissima (illegale?) decisione della Città di Lugano di istituire un proprio servizio turistico autonomo!

Il ruolo degli ET vallerani va rivisto e riorganizzato, al limite si può anche andare nella direzione proposta dalla novella in consultazione. Tuttavia il loro ruolo non va solo semplicemente cancellato inglobandole nelle Destinazioni OTR. Vanno rilanciati e decisamente potenziati nella loro territorialità con compiti, servizi di rappresentanza e informazione, promozione delle aree di destinazione, accresciuti in dotazione economica e con servizi migliorati e potenziati rispetto alla situazione attuale. Tutto questo va chiaramente esplicitato e chiarito sia nelle linee direttive della riorganizzazione e sia nella legge stessa. Le rassicurazioni verbali, sentite a iosa ultimamente, non sono sufficienti dato che di smacchi e di tirate in giro ne son piene le fosse delle nostre regioni marginali e di montagna.

I comprensori degli attuali ETL rappresentano anche loro, con il territorio di loro competenza, il presente e il futuro di una grande fetta dell’offerta turistica cantonale, visto anche in prospettiva della nuova offerta insita nell’apertura della linea AlpTransit nell’oramai prossino 2016.

Turismo inteso non solo come offerta alla clientela dell’oltre i confini del Ticino, ma anche quale offerta e servizio offerto alla popolazione del Cantone, che sembra sempre essere assai dimenticata quale potenziale cliente di montagne e valli.

2.    Condividete il modello territoriale che prevede la creazione di quattro organizzazioni regionali?

Sì nel principio, NO nella proposta sottoposta in consultazione .

Sia la lettura territoriale quanto quella dei numeri riferita alle presenze e all’indotto turistico deve far propendere per una sola destinazione sottocenerina: “Lugano e Mendrisiotto”, meglio se “Lago Ceresio, Lugano e Mendrisio”.

In effetti il Mendrisiotto e il Basso Ceresio raggiunge più o meno il numero di pernottamenti e di introiti turistici dell’ETL valmaggese. (fonte Rapporto finale del Gruppo tecnico per la revisione della LTur). Per il Sopra Ceneri si è già detto nel punto 1.

La promozione unitaria delle destinazioni in quanto tali è da sostenere e una via interessante da progettare e percorrere.

È comunque una proposta che non è una novità. Già una trentina d’anni or sono era invocata quale necessità per proposte di promozione globale e unitaria di una regione specifica, come può essere, per esemplificare, quella del Locarnese e Valmaggia.

Sono poi gli uomini che con le loro visioni locali e limitate che fanno poi cadere tutto il castello o lo compromettono. Sentirsi dire ancora recentemente da Locarno: … voi siete quelli della Valmaggia e noi non possiamo sostenervi poiché non fate parte del nostro territorio…, è indice di una mentalità retriva, che non lascia nessun spazio a visioni ottimistiche e innovative per il futuro. Si dice che il lupo perde il pelo ma mai il vizio e che pensar male si fa peccato, ma raramente si sbaglia! Il scetticismo di MV – MontagnaViva promuove la necessità di una nuova immagine del ruolo della Montagna – verso non chiari obiettivi di aggregazioni sui Centri urbani è dato anche dalla recente esperienza vissuta nella costituzione degli Enti regionali di sviluppo. Per esempio nel tentativo di eccessivo accentramento di competenze decisionali svolto da Bellinzona in seno alla nuova ESR che ha competenza su un‘importante fetta dell’Alto Ticino. Solo la decisa reazione delle Comunità vallerane ha poi medicato un po’ la situazione. Non parliamo dell’ESR del luganese con la ripartizione dei membri della Direzione della ESR e le conseguenti scelte strategiche che hanno già causato la partenza di capaci e competenti dirigenti!

In concreto MV chiede correttivi dell’organizzazione delle Destinazioni, riducendole a tre (2 sopracenerine e 1 sottocenerina).

Nel contempo si chiede che nella nuova legge i diritti di rappresentanza e di presenza istituzionale, unitamente alle ricadute economiche nelle regioni di riferimento degli attuali ETL siano ben scritte “nero su bianco” in tutti documenti  della riorganizzazione in atto. Riferimenti quali “equa rappresentanza” vanno evitati  – da sempre sono sinonimo di “fregatura” e un non senso per le zone periferiche e di montagna – e sostituiti con riferimenti con enunciazioni numeriche concrete e vincolanti.

Infine un’ultima osservazione sulla denominazione della destinazione “Lago Maggiore”. Il Lago Maggiore è su suolo Svizzero nemmeno per un terzo della sua superficie. Senza voler essere nazionalisti a oltranza e magari tacciati di xenofobi, MV crede che con “destinazione Lago Maggiore” facciamo un gran servizio pubblicitario alla vicina Italia, con pochissime ricadute d’immagine sul nostro importante territorio rappresentato dalle Valli del locarnese e in primis di quello valmaggese, che rappresenta quasi il 25 % della superficie cantonale. All’inizio dell’ultimo secolo, ma era anche una terminologia comune sono a pochi decenni or sono, si parlava di “Lago di Locarno”. MV si chiede se non si debba tornare a questa denominazione o meglio a una nuova declamazione della destinazione, quale “Lago di Locarno, Ascona e Valli”.

La proposta è formale e concreta.

3.    Condividete il finanziamento dell’Agenzia turistica ticinese principalmente tramite un credito quadro cantonale (6 milioni di franchi all’anno) e delle Organizzazioni turistiche regionali tramite le tasse turistiche (circa 20 milioni di franchi all’anno)?

Anche su questo tema ci siamo già espressi in precedenza. È chiaro che tutta l’attuale revisione gira attorno alla pressione delle due grandi destinazioni di Locarno e di Lugano, che da anni non sopportano il ruolo di Ticino Turismo e che tramano per avere mezzi finanziari e competenze maggiori. Tutto il resto ben poco importa e ha il ruolo di un semplice bel contorno: ciliegine sulla torta e specchietti per le allodole!

Anche qui si ritorna alla necessaria protezione integrale della destinazione “Ticino” e del ruolo ben assodato di Ticino Turismo. Il suo ruolo può pur essere attualizzato, ma non sostituito con una fumosa Società Anonima. In questo senso anche la questione della dotazione finanziaria è da ripensare. Ci chiediamo se infine i sei milioni annunciati saranno poi messi a disposizione, considerate le difficolta finanziarie del Cantone stesso e le discussioni parlamentari in atto!

Tasse sul turismo.

Un’annosa problematica che disturba tanti ticinesi è la tassa turistica forfettaria che gli stessi devono pagare per recarsi alle case di famiglia nei loro luoghi d’origine, tassa da riconoscere come qualsiasi altro turista che ci visita per suo diletto e piacere. Tanti ticinesi ritornano ai loro villaggi natii e di origine contribuendo a far rivivere queste comunità e per accudire il territorio di riferimento. Da sempre questa tassa turistica – imposta da una decisione del Tribunale federale – è stata mal sopportata. Sino a oggi a denti stretti il contributo turistico è stato condiviso, anche perché gli attuali ETL erano vicini alla gente e al loro territorio. Ora inglobati gli ETL in una vasta Destinazione OTR, che sarà lontana dalle attenzioni della gente comune, la problematica si ripresenta con molte domande e interrogativi.

Si chiede che nella legge (art. 22 in particolare) sia esplicitata una forma di riconoscimento dell’esenzione richiamando il ruolo dello stato di “originario di un luogo specifico”, riconoscendo de facto anche il servizio ambientale e sociale esercitato da questi nostri concittadini. Il nuovo paragrafo 2) dell’art. 22, se approvato, permetterà l’eccezione in casi particolari, non è detto che questa problematica enunciata sia tra quelle che potranno beneficiare di questa esenzione di per se eccezionale. Tuttavia crediamo che sia migliore soluzione trovare una risposta esplicita con un nuovo paragrafo dell’art 22 Ltur per risolvere questa problematica.

In questo contesto si chiede pure la completazione dell’art. 21 par. 5), che concerne il calcolo delle tasse forfettarie per appartamenti e case di vacanza. In pratica si rileva che l’applicazione della tassa per posto letto disponibile in un alloggio specifico crea molti problemi a tante famiglie. Infatti, vi sono molte case in cui non tutti i letti sono occupati e gli ETL ne pretendono la tassazione, creando altri disagi e nervosismi nella popolazione.  Le case contadine sono in genere assai grandi e con molte stanze talvolta nel tempo non sono più occupate, vista la naturale evoluzione delle famiglie. Ci sembra iniquo pretendere di far pagare per letti “freddi”.

MV si permette di proporre questa completazione dell’art. 21 par 5): …..Questo importo è compreso tra …….per posto letto effettivamente occupato, …….

4.    Condividete la forma giuridica e l’organizzazione interna delle Organizzazioni turistiche regionali e dell’Agenzia turistica ticinese?

 Abbiamo già detto per la prevista Società Anonima e la nostra scettica opposizione alla stessa. Nel probabile caso che sarà adottata questa riorganizzazione proposta, che in pratica cancella la destinazione “Ticino” a favore dei “localismi”, si dovrà rivedere la composizione delle rappresentanze nel previsto C.d.A. della nuova ATT.

Considerato l’importante e consistente territorio di competenza per le due destinazioni del Sopra Ceneri, a queste due destinazioni proponiamo di assegnare almeno due Consiglieri (anziché di uno), di cui un Membro obbligatoriamente destinato a un rappresentante delle Valli. L’articolo specifico all’art. 10 va modificato in questo senso.

Un altro problema che si rileva che non vi è nessuna organizzazione cantonale che rappresenta gli appartamenti e le case di vacanza, settore importante sia numericamente quanto economicamente. È una mancanza che va risolta in modo che anche questo importante settore sia poi rappresentato negli organismi del turismo cantonale.

Per le Destinazioni OTR.

Anche in seno agli organismi delle OTR le regioni periferiche e di montagna dovranno essere adeguatamente e rappresentate in modo paritario ai rappresentanti delle Regioni urbane.

Tutte queste rivendicazioni, come anche già enunciato in precedenza, vanno scritte in chiare lettere nei vari documenti di riferimento legislativo e nei regolamenti di gestione. Le enunciazioni “in via di principio” o “equamente rappresentati” vanno evitate giacché poi di nessun effetto pratico misurabile.

MontagnaViva confida che queste riflessioni e proposte siano considerate.

Nello stesso tempo restiamo a disposizione per ogni altra specifica e per discutere sulla problematica di un settore importantissimo per l’economia, ma anche per la difesa e promozione dell’identità Svizzero italiana del nostro Cantone Ticino. Identità da confermare, promuovere e proteggere in primis tenendo paritariamente conto di tutte le componenti del territorio cantonale.

Con perfetta stima

Arch. Germano Mattei, Gruppo MontagnaViva (già Presidente di Valmaggia Turismo, Segretario animatore della Regione di Montagna del Locarnese e Valle  Maggia e della Fondazione Valle Bavona e membro d’onore del Gruppo Svizzero per le Regioni di Montagna).

Cavergno, 5 luglio 2013.

 

 

 

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