VOTA E FAI VOTARE MONTAGNAVIVA

LISTA N. 10 Consiglio Nazionale

CANDIDATO N. 4 Consiglio degli Stati

 

Valli abbandonate e inselvatichite

non possono essere uno scenario accettabile!

montagnaviva@montagnaviva.info

Riuscito il Referendum contro la tassa di collegamento

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Sono oltre 24’000 le firme raccolte contro la tassa di collegamento!!!

Un numero altissimo, se si pensa per la riuscita ne sarebbero bastate 7’000. Le sottoscrizioni sono poi state consegnate oggi, venerdì, alle 9.30 in Cancelleria dello Stato a Bellinzona.

Tramite il referendum, i promotori mirano ad abrogare la nuova tassa sui parcheggi che andrà a colpire i cosiddetti grandi generatori di traffico: aziende e centri commerciali con oltre 50 posti auto.

Secondo i referendisti, tuttavia, il “nuovo balzello” si ripercuoterà sui lavoratori e consumatori ticinesi. La votazione si terrà probabilmente il prossimo 5 giugno.

Stamani, a Bellinzona, oltre a Michele Dedini erano presenti anche Gabriele Pinoja e Lara Filippini dell’UDC, Paolo Pamini (Area Liberale), Germano Mattei e Kevin Pidò (Montagna Viva) e Paolo Pagnamenta (PLR).

No alla Tassa di Collegamento, Sulle tasse sia il popolo a decidere

Sulle tasse sia il popolo a decidere

La nuova tassa pensata per colpire lavoratori e consumatori andrebbe a gravare di circa

1000.- CHF all’anno il bilancio dei cittadini ticinesi. Come per l’aumento delle imposte di

circolazione, recentemente bocciato in votazione popolare, i promotori ritengono che, se il

Governo ipotizza di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, sia indispensabile che il

popolo sia chiamato ad esprimersi.

Decidendo di tassare i posteggi con importi che possono raggiungere i CHF 3.50 al giorno, il

Consiglio di Stato ha deciso di introdurre un nuovo balzello che, contrariamente ai proclami, andrà

a carico dei lavoratori e dei consumatori ticinesi, già confrontati con una situazione economica

difficile. Concretamente, chi è costretto a recarsi al lavoro con il proprio veicolo (e magari già paga

il proprio posteggio) sarà costretto a pagare un costo supplementare annuo che potrebbe attestarsi

tra 875.- e 1’050.- CHF.

Oltre a gravare i lavoratori, la nuova imposta è concepita in modo da colpire anche tutti i cittadini

ticinesi quando si recano a fare la spesa. Da una stima effettuata risulta che ogni famiglia dovrà

farsi carico complessivamente di un onere supplementare di circa 200.- CHF all’anno. Il settore del

commercio al dettaglio, già fortemente sotto pressione per la concorrenza italiana e che ha

registrato una riduzione importante degli impieghi nell’ultimo anno, vedrebbe peggiorare

ulteriormente la propria capacità competitiva, ciò che certamente incentiverà ulteriormente il

turismo dell’acquisto oltrefrontiera.

La tassa oltre a non essere sociale, sarà a carico soprattutto dei lavoratori del settore secondario e

dei cittadini delle regioni periferiche, costretti a recarsi al lavoro nelle zone urbane con l’automobile

e dunque impossibilitati a sfuggire alla tassa.

Chi sostiene che questa tassa farà diminuire il traffico o che addirittura potrebbe risolvere i

problemi legati alla mobilità in Ticino tenta di gettare fumo negli occhi ai cittadini” sostiene Michele

Dedini, Presidente dell’Associazione Economia e Ambiente. Molti lavoratori non possono fare a

meno dell’automobile per andare a lavorare perché sul percorso casa-lavoro il servizio di trasporto

pubblico è insufficiente o non è disponibile negli orari giusti. Anche pensare che la gente possa

rinunciare ad utilizzare l’automobile per fare la spesa è oggettivamente irrealistico se si considera

che ciò vorrebbe dire costringere la gente a fare lunghi tratti a piedi trascinando con sé gli acquisti.

Di fatto il nuovo balzello non è suscettibile di avere alcun effetto sulle abitudini dei lavoratori e dei

consumatori in fatto di mobilità ma è stato concepito unicamente per rimpinguare ulteriormente le

casse dello Stato che, non sapendo come risparmiare, sceglie sempre la via più semplice che è

quella di spremere i cittadini.

Le Associazioni economiche sono consapevoli che il traffico è un grave problema per la

popolazione e per le aziende ticinesi. Per questa ragione sia in sede di audizione, che in sede di

consultazione, avevano proposto l’adozione di tutta una serie di misure volte a diminuire il traffico,

senza gravare sui cittadini. Purtroppo il Governo non ha ritenuto di approfondirle, visto che la sua

preoccupazione principale era quella di incamerare ulteriori risorse finanziarie.

I formulari del referendum possono essere scaricati al seguente link: www.assea.ch

Interrogazione: Corso Rianimazione BLS/DAE nelle scuole medie quale futuro?

Lodevole Consiglio di Stato,

nell’ambito del “Piano di intervento cantonale primario in caso di arresto cardiaco” Ticino Cuore promuove un’azione di sensibilizzazione ai fattori di rischio e determinanti per la salute, rivolta agli studenti di 4° media di tutte le scuole ticinesi (http://www.ticinocuore.ch/it/attività/formazione/scuole-medie).

Il Progetto di insegnamento é strutturato alternando parti teoriche con l’ausilio di supporti didattici cartacei e multimediali e atelier pratici con l’uso di manichini e defibrillatori. Ogni studente sostiene un esame per l’ottenimento del certificato BLS/DAE riconosciuto a livello nazionale dallo Swiss Resuscitation Council. Il corso include anche aspetti di formazione/informazione sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e sui determinanti della la salute e vede coinvolti sia gli insegnanti delle Scuole sia gli istruttori della FCTSA, che a loro volta sono stati formati per insegnare a un pubblico di ragazzi di 14 – 15 anni. Il corso, della durata di 1/2 giornata, é interattivo ed ha lo scopo di promuovere la propria salute, di stimolare gli studenti ad analizzare e riflettere sulle proprie azioni e sull’importanza della responsabilità individuale, della solidarietà, ad esprimere le proprie opinioni ed a lavorare in gruppo.

Dallo scorso mese di settembre il finanziamento cantonale per l’organizzazione del corso di rianimazione BLS/DAE nelle Scuole medie é stato interrotto.

Considerati gli scopi, finalità di salute pubblica e l’ importanza della proposta formativa, molti concittadini si chiedono quale è la posizione del Governo in merito a questo progetto.

Ci permettiamo quindi interrogare questo Consiglio di Stato a sapere:

  • quanto è costato il progetto?
  • quanti ragazzi sono stati formati?
  • per quali motivi è stato interrotto il finanziamento cantonale?
  • il Consiglio di Stato ritiene importante il progetto ed è intenzionato a farlo ripartire?

Nell’attesa di una risposta ringrazio per l’attenzione.

In fede

Germano Mattei, deputato di MontagnaViva

 Cavergno, 13 dicembre 2015

11 Dicembre Giornata Internazionale sulla Montagna

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Designata nel 2003 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Giornata internazionale della montagna è frutto del successo dell’Anno internazionale della montagna dell’Onu del 2002, che ha aumentato la consapevolezza globale sull’importanza delle montagne, ha stimolato la costituzione di comitati nazionali in 78 Paesi e rafforzato le alleanze promuovendo la creazione del partenariato internazionale per lo sviluppo sostenibile in regioni di montagna.

La crescita demografica, e con essa l’estendersi dell’agricoltura intensiva, hanno spinto molti piccoli contadini a spostarsi in altitudine, verso aree marginali e pendii ripidi, provocando una perdita di foresta, avverte il rapporto Mountain Forests in a Changing World (Le foreste di montagna in un mondo che cambia ndt.). Il rapporto fa notare che il cambiamento climatico è destinato a far aumentare le infestazioni e la diffusione di agenti patogeni, fattori anch’essi che contribuiscono a danneggiarne l’integrità. Il rapporto, prodotto congiuntamente dal Segretariato della Partnership delle Montagne, ospitato dalla FAO, e dall’Agenzia Svizzera per lo sviluppo e la cooperazione, è stato pubblicato a ridosso della Giornata Internazionale della Montagna dell’ONU, che si celebra l’11 dicembre.

“Le foreste di montagna proteggono le comunità locali dai disastri naturali e tutelano le risorse naturali ed i sevizi ambientali su cui miliardi di persone fanno affidamento per la propria sussistenza”, dice Eduardo Rojas-Briales, Vice Direttore Generale della FAO per le Foreste. “Le foreste montane hanno risentito delle conseguenze di molte sfide globali: cambiamento climatico, penuria idrica, perdita di biodiversità, desertificazione, ma esse offrono anche notevoli opportunità per trovare le soluzioni. Credo che lo sviluppo sostenibile delle foreste di montagna richieda, e meriti, un posto prominente nell’agenda politica internazionale”.

La Montagna luogo dove poter vivere e Lavorare. Crederci!! Agire!!

Kevin Pidò, MontagnaViva

 

MontagnaViva: Germano Mattei non si presenta al ballottaggio per gli Stati.

 

I rappresentanti di MontagnaViva hanno valutato i risultati delle recenti elezioni federale ritenendosi soddisfatti dei consensi ottenuti, con 1.41% e ca 12’869 voti per il Nazionale e con circa il 6% dei suffragi e 6838 voti per gli Stati. MontagnaViva si attesta sui risultati ottenuti nelle elezioni di aprile che hanno portato un proprio rappresentante in Gran Consiglio. Se si considera l’alta pressione sull’elettorato effettuato dalle forze politiche in gioco oggettivamente non si poteva sperare in migliori risultati. Si ringraziano tutti coloro che ci hanno sostenuto in questo cammino per aiutare a mettere “il Virus della montagna” nella testa della gente. Vediamo di continuare su questa strada! La stampa cantonale ha rilevato una piccola flessione rispetto ai risultati 2011. Il miglior risultato era dovuto essenzialmente alla novità dell’idea di MontagnaViva e forse ad eccessive attese di quanto, in effetti, si può poi realizzare. Non da ultimo si rileva che nelle nostre zone periferiche e di montagna si sta vivendo un preoccupante momento di scoramento e di sfiducia rispetto all’imminente futuro.

 

In linea generale si costata che alla nascita del movimento nel 2011 i temi proposti per una nuova e diversa politica verso la Montagna, le Valli e le zone periferiche erano state definite in gran parte utopistici e senza significato. Il vero successo di MontagnaViva, che va di là dei risultati elettorali, sta nel fatto che le misure proposte dal Movimento sono oggi cavalcate e ricopiate a piene mani dai maggiori partiti storici. Questa condivisione per lo sviluppo attivo, il mantenimento della popolazione e di posti di lavoro nell’80% del territorio ticinese, allarga la base politica di condivisione per risolvere queste problematiche alla radice. Si auspica che non siano infine le solite rilevanze elettorali che sono poi abbandonate a votazioni concluse. Un tema importante non è ancora stato affrontato e si tratta della preconizzata creazione del Dipartimento Montagna, catalizzatore di tutte le politiche e misure di politica regionale e montana.

 

Considerati questi risultati concreti ottenuti nel lavoro realizzato in questi ultimi quattro anni, confermato in parte nei recenti appuntamenti elettorali, si ritiene un esercizio inutile partecipare alla votazione di ballottaggio per il rinnovo dei due rappresentanti al Consiglio di Stati. Per quanto ci concerne non vediamo un esercizio utile continuare per settimane a discutere su tematiche pur importanti quali l’applicazione della votazione del 9 febbraio, frontalieri, bilaterali, profughi senza tra l’altro risolvere alcunché, se non sollevare facili suscettibilità popolari di facile pregnanza elettorale. Altro paio di maniche sarebbe affrontare problematiche importanti quali la gestione del nostro territorio e il suo futuro, dibattere su cosa stiamo (o non stiamo) facendo per il dopo AlpTransit (con la problematica irrisolta della Stazione Ticino), la grave crisi del turismo che pur è oltre il 20 % dell’indotto cantonale, la difesa del rischio smantellamento delle forze idriche e idroelettriche (altro settore importane della nostra economia, specialmente nelle periferie), il futuro energetico del Cantone e come sfruttare la grande offerta di biomassa offerta dai nostri boschi. Sono questi alcuni esempi di quanto non è mai proposto nei dibattiti attraverso i nostri media.

 

Tenuto conto di queste considerazioni si conclude che questa partecipazione al nuovo tenzone elettorale non porterà altri nuovi benefici tangibili alla causa della Montagna. Nello stesso tempo chiederà sforzi personali a chi è coinvolto, impegno che si preferisce concentrare in altre attività concrete quali quelle attinenti all’attività nel Gran Consiglio.

Comunichiamo quindi che MontagnaViva non parteciperà alla votazione di ballottaggio del 15 novembre.

 

Coloro che seguono il nostro Movimento ci chiederanno chi sostenere in questa elezione agli Stati.

MontagnaViva pone ai candidati alcune domande in merito alle loro posizioni su alcuni dei  temi che stanno particolarmente a cuore al nostro Movimento:

  • Non ritiene che l’attuale politica di sviluppo regionale sia da rivedere e se sostiene lo spostamento di posti di lavoro qualificati nelle regioni di montagna (Confederazione, Cantoni, Regie federali),
  • Problema costruzioni fuori zona (Rustici) quali misure da adottare per modificare la legge federale sulla pianificazione del territorio per adattarla alle condizioni locali regionali e se sostiene la “sanatoria” per risolvere una situazione degenerata a causa del disimpegno dell’ente pubblico,
  • Che cosa propone in concreto per evitare lo smantellamento dell’industria idroelettrica e che pensa di un “ridotto energetico nazionale”,
  • L’avvento di grandi predatori nell’arco alpino sta creando un nuovo motivo di abbandono di popolazione e di attività nelle regioni di Montagna, specialmente quelle della pastorizia e dell’alpeggio,. Quali misure prospetta? Conviene che la “dichiarazione di Berna” a 25 anni dal suo varo deve essere ridiscussa?
  • Cosa propone per rilanciare l’alto Ticino nel dopo AlpTransit? Sostiene il collegamento tra Alta Val Leventina e Alta Vallemaggia? Il transito sul San Gottardo sul Lucomagno durante tutto l’anno?

 

Sulla base delle risposte che i Candidati crederanno dare gli aderenti di MontagnaViva valuterà a chi vale la pena dare sostegno con un voto utile.

 

Per MontagnaViva

Germano Mattei, coordinatore

 

Cavergno, 26 ottobre 2015

 

COMUNICATO: Collegamento stradale locarnese – N2

Collegamento Locarnese, ma anche delle sue Valli, alla N2.
E che decisione sia, finalmente una soluzione si sta disegnando all’orizzonte. L’USTRA propone una scelta scelta impegnativa e coraggiosa. Si salva quel che resta del polmone verde del Ticino qual è il Piano di Magadino. Ora ancoriamo quest’area al ruolo fondamentale che riveste per il futuro di gran parte del nostro Cantone,  specialmente per il settore agricolo. Che questa soluzione permetterà anche di riaprire anche il progetto della Stazione TICINO di AlpTransit. Collateralmente si auspica pure che USTRA e Cantone continuino pure con gli studi per collegare Leventina e Vallemaggia a nord, il cosiddetto “traforo del Sassello”. Accanto a questa fondamentale realizzazione è il momento anche per pensare il futuro delle zone a che si situano a Nord del Cantone, aree importanti che vanno rilanciate e non abbandonate al loro destino. Il Ticino continua ad essere un Cantone di montagna che deve confrontarsi con la realtà del massiccio montuoso e delle sue problematiche complesse, per assicurare il futuro delle nostre giovani generazioni. MontagnaViva sosterrà in Parlamento il credito di progettazione del collegamento Locarnese – N2.
Germano Mattei, coordinatore di  MontagnaViva e deputato al Gran Consiglio.

 

MontagnaViva risultati Elezioni Federali

Grazie a TUTTI gli elettori per la fiducia, un buon risultato con un 1,41% e oltre 1000 schede al NAZIONALE e il 6% agli STATI con Germano Mattei 6’838 voti.

Non è finita avanti tutta con il ballottaggio del Consiglio degli Stati che si terrà il 15 novembre.

VOTA e fai VOTARE Germano Mattei agli Stati!!!!!!!!!

qui sotto potete provare  tutti i risultati dei candidati.

http://www3.ti.ch/elezioni/Federali2015/index.php

 

Interogazione calura e siccità, attivare lo Stato maggiore di catastrofe e l’Esercito in aiuto

Interrogazione ai sensi dell’art. 98 della Legge sul Gran Consiglio:

- calura e siccità, attivare lo Stato maggiore di catastrofe e l’Esercito in aiuto

all’agricoltura e agli alpeggi e varo di misure di sostegno concreto al settore

primario.

Lodevole Consiglio di Stato,

il perdurare dell’attuale situazione metereologica con uno stato di

calura ed enorme siccità che da settimane colpisce anche la nostra regione sia in pianura, nelle

Valli e nelle zone di montagna sta creando e, nonostante i piovaschi di questi giorni, creerà

notevoli difficoltà e preoccupazioni nell’espletamento delle attività agricole in generale

(ortofrutticoltura, viticoltura, campi coltura, allevamento, disseccamento di prati, ecc.), nonché

gli alpeggi, specialmente quelli situati nelle zone calcaree, dove oramai l’acqua disponibile

scarseggia.

In diversi Cantoni a Nord delle Alpi da giorni è stato attivato l’intervento dell’esercito (elicotteri,

truppa con pompe e cisterne) e coinvolte altre forze di soccorso quali la protezione civile e i

pompieri.

Dai media cantonali e attraverso il sito http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DESA/

comunicati/allegati/Modulo_captazione%20e%20PCI_15_3.pdf abbiamo appreso che

timidamente la Sezione Agricoltura qualcosa ha intrapreso, tuttavia le misure per facilitare il

prelievo di acqua “pubblica” potrebbero essere ormai tardive e non sufficienti!

Preoccupati dalle notizie che ci giungono da ogni parte del Cantone dal ceto agricolo,

costatiamo il veloce degrado della situazione che mette a repentaglio numerose culture, lo

sfalcio, la produzione di latte sugli alpeggi e le difficoltà oggettive che potrebbero portare a un

prematuro scarico degli alpi stessi. Ci permettiamo quindi chiedere all’Esecutivo quali misure

concrete e immediate intende adottare per aiutare il settore primario in genere per far fronte a

questa problematica.

In particolare chiediamo:

a) se vi è un monitoraggio giornaliero della situazione e del suo evolversi con l’allestimento

di un bollettino puntuale e se è stato istituito un Gruppo ad hoc che segue

specificatamente l’evolversi della situazione,

b) costato che nei prossimi decenni con ogni probabilità non ci saranno più degli anni come

il 2014, con piogge intermittenti e in abbondanza. Il riscaldamento climatico oramai è un

problema che non si può più negare e quindi anni di siccità come l’attuale si

verificheranno con più frequenza, chiediamo di voler organizzare un servizio stabile e

puntuale per poter intervenire tempestivamente con misure e organizzazione

professionale per aiutare e sostenere il settore in questi frangenti sempre più ricorrenti,

c) accanto a quanto già organizzato chiediamo quali altre misure effettive intende mettere

in atto il Consiglio di Stato per aiutare, sostenere e agevolare il settore primario in questo

momento di difficoltà,

d) chiediamo se è prevista l’attivazione dell’esercito, con le sue basi aeree in Ticino e le

caserme in attività, lo Stato maggiore di catastrofe (Protezione civile, Pompieri con

autocisterne) per l’attivazione di punti di raccolta acqua per mezzo di cisterne per

l’irrigazione forzata, lo spargimento di acqua sui prativi e i pascoli sensibili e per

abbeverare il bestiame ove strettamente necessario?

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e) non è il caso che il Consiglio di Stato intervenga con un decreto specifico per escludere

le attività agricole in genere, la viticoltura e l’alpeggio dalle misure di contenimento e

proibizione dell’uso di acqua potabile, dei prelievi dai corsi d’acqua, laghi di pianura e

alpini e dalla falda,

f) costato che vi sono zone dove pompe per captare acqua del suolo sono già

presenti, ma non in funzione o addirittura abbandonate, secondo noi sarà

importante (vedi Piano di Magadino e i suoi canali) che queste infrastrutture siano

rimesse in funzione e siano pronte per eventuali ulteriori situazioni di emergenza

come quella attuale

Infine chiediamo quali misure straordinarie di aiuto finanziario a medio e lungo

termine s’intende proporre per sostenere finanziariamente le aziende danneggiate

dallo straordinario fenomeno meteorologico, aziende che si troveranno danneggiate

nelle loro produzioni specifiche e specialmente nel reperimento di foraggio per il

bestiame in vista della lunga stagione autunnale e invernale (es. attivarsi presso gli

organi competenti per togliere i dazi attuali sul foraggio, ).

Nell’attesa di un’azione immediatamente e concreta, così come di una risposta ringraziamo per

l’attenzione.

In fede

Germano Mattei, deputato di MontagnaViva

Andrea Zanini, deputato della Lega dei ticinesi

Cavergno / Novazzano, 23 luglio 2015

 

Interrogazione umanità e ospitare utilmente gli asilanti

Interrogazione ai sensi dell’art. 98 della Legge sul Gran Consiglio:

- umanità e ospitare utilmente gli asilanti.

Lodevole Consiglio di Stato,

molti di noi siamo turbati e inquieti per lo spettacolo che da molti mesi è proposto da ogni tipo di

media rispetto alla migrazione di intere popolazioni e alle situazioni tragiche che vengono

proposte. In particolare suscita interrogativi il disimpegno dell’autorità internazionale di fronte a

fenomeni di emigrazione epocali, che coinvolgono non merci o interessi materiali, ma esseri

umani: uomini, donne, bambini, famiglie in carne ossa e sentimenti. Forte e significativa

l’affermazione di Papa Francesco ieri nella sua visita a Torino: fa piangere vedere lo

spettacolo di questi giorni nel vedere esseri umani trattati come merce”.

La nostra realtà cantonale è particolarmente sotto pressione alla dogana di Chiasso e al relativo

Centro di accoglienza.

L’anno scorso l’autorità federale preposta, in collaborazione con l’autorità cantonale, aveva

aperto dei Centri di accoglienza nel territorio, segnatamente nelle regioni periferiche e di

montagna, utilizzando le numerose infrastrutture esistenti (vedi Cavergno, Lodano e San Carlo

di Peccia per esemplificare). Questi ospiti hanno lasciato localmente un buon ricordo e anche il

loro contributo nella collaborazione in lavori d’interesse pubblico è stato apprezzato e ha

lasciato tracce visibili sul territorio.

Riguardo a queste esperienze mi permetto chiedere all’Esecutivo:

a) un bilancio di queste esperienze nel 2014,

b) considerata la situazione di emergenza attuale, e che si può presumere per il futuro, se

non intende promuovere simili iniziative da attuare in diverse zone del Cantone dotatte

di infrastrutture adatte. Questo oltre a creare un indotto economico in zone marginali,

potrà contribuire all’esecuzione di lavori d’interessi pubblico (esempio: manutenzione

attiva all’interno di nuclei, pulizia di sentieri, pulizia di pascoli e boschi).

Nell’attesa di una risposta ringrazio per l’attenzione.

In fede

Germano Mattei, deputato di MontagnaViva

Cavergno, 22 giugno 2015

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